Lunedì 8 giugno 2026
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SCIOPERO DEI TRASPORTI URBANI: L'ITALIA DI CHI E' CONTENTO BLOCCANDO LE CITTA'

Comunicato ·
Firenze, 16 Dicembre 2002. Oggi le citta' sono praticamente paralizzate grazie all'assenza dei mezzi pubblici per lo sciopero proclamato dai tre sindacati Cgil, Cisl e Uil tornati insieme alla bisogna. Sindacati ovviamente molto soddisfatti perche' le percentuali di riuscita si avvicinano al 100, tant'e' che trionfanti, per voce della Cgil, ci fanno sapere che ora si possono aprire le trattative sul rinnovo del contratto.
Contenti i sindacati, presupponiamo contenti coloro che hanno aderito allo sciopero .... l'economia delle citta' in ginocchio, la salute dei suoi abitanti altrettanto, i diritti di chi si muove a ramengo. Un prezzo che ogni volta il 99% degli italiani deve pagare perche' sia ascoltata la voce dell'1%, con risultati, poi, vista la continuita' di questi scioperi, che sembra proprio che non ci siano? Avanti il prossimo sciopero? Sembra che proprio questa sia la logica, a cui, se si oppone un dubbio, come facciamo noi per rivendicare il diritto calpestato della mobilita' urbana, si viene tacciati come nemici del diritto al lavoro e allo sciopero.
Ovviamente noi non crediamo questo, perche' partiamo dal presupposto che un diritto, qualunque diritto, per essere affermato, nel momento in cui configge con un altro, annientandolo, ha buone possibilita' di trasformarsi nella negazione di se stesso. Il diritto al lavoro, e quello allo sciopero nel nostro caso, non e' affatto superiore di quello alla mobilita', ma identico. E continua ad essere un diritto proprio nel momento in cui, per affermarsi, coinvolge anche altri soggetti che non ne sono direttamente partecipi. Ve l'immaginate la contentezza di un lavoratore medio, o di un qualunque cittadino medio che oggi, grazie al blocco dei trasporti urbani, si e' ritrovato impossibilitato a fare cio' che doveva e voleva fare? Ve l'immaginate i risvolti economici di questa situazione, sui singoli e sulle aziende e istituzioni che ne hanno subito le conseguenze? Tutti contenti? Crediamo proprio di no! E il potere contrattuale dei sindacati, che hanno dimostrato di essere in grado di bloccare l'Italia, sara' cresciuto? O il Governo, per cercare di evitare altre situazioni simili che penalizzano sempre il 99% dei governati, si sentira' in dovere di meglio intervenire, facendo pressioni nei confronti di chi ha costretto questi lavoratori a scioperare per far valere le proprie ragioni contrattuali? Forse nel 1901 questa poteva accadere. Forse. Una illusione che i sindacati si sono trascinati per un secolo intero e che cercano di procrastinare anche in questo nuovo secolo. Non perche' le lotte sindacali non abbiano contribuito a migliorare la qualita' e l'economia della nostra vita, ma perche' certi metodi, rispetto alla presenza di nuovi diritti un tempo impensabili (quello alla mobilita', per esempio), oggi diventano solo in incivili. Come i cortei che devono bloccare le citta': avevano senso quando servivano a comunicare a tutta la popolazione che erano in atto certe richieste, ma che senso ha oggi quando questa comunicazione puo' avvenire in modo capillarmente scientifico in casa di ogni persona?
Fintanto che avremo un'Italia di chi e' contento bloccando le citta', affermando i propri diritti calpestando quelli degli altri, ognuna di queste manifestazioni non potra' che continuare ad essere la premessa per quella successiva. Perche' incivilta' chiama incivilta'.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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