SCORIE NUCLEARI IN OGNI REGIONE?
Roma, 22 agosto 2003. Siti per scorie nucleari in ogni regione? La proposta del Ministro per gli Affari con il Parlamento, Carlo Giovannardi, appare piu' una battuta estiva che una proposta, ma ha il merito di sollevare il problema. Se questa o quella Regione rifiutano di diventare la "pattumiera" delle scorie radioattive nazionali, allora ogni Regione deve trovare il proprio luogo ed attrezzarlo. Si ripropone insomma la sindrome del "nimby" (not in my backyard), "non nel mio giardino", che abbiamo gia' constatato con il problema dei rifiuti: tutti li producono ma nessuno li vuole. La proposta del ministro e' anche il risultato di un regionalismo senza senso, delle cui ragioni abbiamo sentito parlare in questi giorni. Applicando tale concetto si potrebbe passare la palla alle Province, alle Comunita' montane, ai Comuni ed infine alle Circoscrizioni. Le scorie radioattive, provenienti da centrali nucleari (come la mettiamo con coloro che vorrebbero il ritorno al nucleare?), da ospedali, da attivita' di ricerca e industriali, dovrebbero essere collocate in siti geologicamente stabili o trattate per eliminare o diminuire il grado di radioattivita'. E' un problema che va affrontato seriamente, come in genere non siamo abituati a fare nel nostro bel Paese. Ci sono voluti decenni per far comprendere ai nostri Amministratori che i rifiuti domestici vanno limitati, riciclati e combusti, che sono un problema collettivo e non di questo o quel Comune. Non vorremmo che il tema delle scorie radioattive seguisse il medesimo percorso (veramente lo sta gia' percorrendo). Finirebbero in mani improprie.
Primo Mastrantoni,segretario Aduc
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