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UN SISTEMA CHE INCENTIVA L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. QUEI POCHI MINUTI L'ANNO CONCESSI PER L'INGRESSO AGLI STRANIERI...

Comunicato ·

Firenze, 1 Febbraio 2006. Chi ha un amico straniero irregolare, una badante o una colf, una fidanzata o un fidanzato extra Ue, sa bene quanto perversa e diabolica, oltre che sistematicamente incerta fino all'ultimo minuto, sia la procedura per la regolarizzazione in Italia.
All'indomani del decreto flussi per l'anno 2006, decreto con cui si autorizzano un tot di lavoratori stranieri in Italia che facciano domanda per primi a partire da una mattina X indicata sul decreto, facciamo una breve panoramica, piu' per gli italiani che ancora non ne sapessero niente che non per gli stranieri, che ahime' ne sanno troppo. Uno schizzo di alcune delle peggiori storture e incongruenze di un sistema atto a incentivare la clandestinita', anziché a confinarla, poiche' rende di fatto impossibile regolarizzarsi.
In primo luogo, la procedura prevede che l'aspirante lavoratore, durante tutto l'iter della stessa (che puo' durare dai 20 giorni a piu' mesi) si trovi all'estero. In altre parole, chi assume deve aver conosciuto il lavoratore straniero all'estero, perche' essendo quest'ultimo privo del permesso di soggiorno (che oggi richiede), non avrebbe potuto trovarsi o lavorare in Italia.
Ecco una prima vistosa ipocrisia del sistema: si sa perfettamente che cosi' non potrebbe funzionare e che chi assume evidentemente, con tutti i vincoli delle assunzioni, ha senza dubbio gia' fatto lavorare colui per il quale oggi esperisce la procedura! Ma, come spesso accade in Italia, si e' fatta la legge per poi violarla, con il consenso tacito di tutti gli operatori, che adeguano astratti principi alla realta' concreta.
In secondo luogo, detta stortura comporta che chi, per le ovvie ragioni dette, si trova gia' in Italia clandestino ma con la volonta' di regolarizzarsi, una volta ottenuta la sudatissima quota d'ingresso, se ne deve ritornare, magari nelle Filippine o in Sri Lanka, per ottemperare alla farsa del rientro con il visto di ingresso per lavoro subordinato.
E tale trafila spetta ai più fortunati! Ossia a coloro e ai relativi datori di lavoro, che nella delirante mattina di apertura dei flussi (quella indicata dal decreto annuale), hanno avuto la fortuna di:
- conoscere la pubblicazione in gazzetta del provvedimento (lo scorso anno la notizia fu data alle 19 per la mattina dopo);
- recarsi alle Poste ove si presentano le domande la mattina alle 5 per esser sicuri di esser i primi allo sportello;
- presentare domanda i primi minuti dopo le 8, perche' il ritardo di un solo minuto puo' esser sufficiente all'esaurimento delle quote.
E se due o piu' datori di lavoro presentano la domanda a diversi sportelli nello stesso minuto? Si tira a sorte! Naturalmente pochi minuti dopo le otto e' tutto finito e di quote d'ingresso se ne riparlera' nel 2007.
Insomma, considerato che questo e' l'unico modo, per chi non ha parenti strettissimi gia' regolari in Italia, per regolarizzarsi sul nostro territorio, e che e' di fatto difficilissimo accaparrarsi una quota d'ingresso, ci sembra di poter dire che esso crea clandistenita', anziché disincentivarla, mantenendo necessario il ricorso al lavoro nero per clandestini e datori di lavoro, che pur volendo non possono altrimenti regolarizzare il loro rapporto.

Claudia Moretti, legale Aduc
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