SSN E PROCREAZIONE ASSISTITA. IL CASO SICILIA E LA LEGGE CHE PUNISCE LA MALATTIA E LA LIBERTA' DEI SINGOLI. A QUANDO L'ABORTO?
Firenze, 23 Marzo 2005. La Regione Sicilia ha deciso di non far piu' rientrare negli interventi a carico del servizio sanitario nazionale (SSN) le prestazioni connesse ad attivita' di procreazione medicalmente assistita.
Questa "brillante" iniziativa dell'amministrazione Udc della Regione, presa con la decisione di tagliare le spese, arriva proprio alla vigilia del "referendum che non c'e'", a ben rimarcare che, quando si ha il potere lo si esercita nel proprio esclusivo interesse, ideologico ed economico.
Di fronte alla malattia (perche' e' di questo che stiamo parlando), quando la cura mette in imbarazzo i propri principi religiosi, il Governo siciliano ha pensato di fare piazza pulita, imponendo un proprio principio che penalizza le singole scelte.
Quale abisso con un'altra legge che in questi giorni ha catturato l'attenzione di tutto il mondo: quella che il presidente Usa George W. Bush (immaginiamo paladino del partito che governa questa regione) ha firmato per consentire, nel caso dell'eutanasia di Terry Schiavo, che i ricorsi, dalle corti statali potessero essere fatti anche in quelle federali. Una legge che ha dato il potere al singolo di decidere se ricorrere ad un livello piu' importante di giustizia, quindi non una legge che ha fermato la decisione di un singolo (il marito che voleva staccare il tubo).
Se qualcuno avesse avuto bisogno di una lezione su cosa significa la divisione tra i poteri dello Stato (politico e giudiziario nella fattispecie), l'ha avuta dal presidente Usa. Mentre i governanti siciliani hanno dato una lezione di come si esercita il potere politico strabordando nelle scelte e nei convincimenti personali.
Se la coerenza fosse una virtu' dei nostri governanti, la prossima mossa che ci aspettiamo e' quella sull'aborto, perche' anche questo intervento non sia piu' tra quelli a carico del SSN.
Sempre in virtu' di questa coerenza, sarebbe meglio che non si chiami piu' Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ma Servizio Sanitario Siciliano (SSS), e quindi che ognuno se lo pagasse per conto proprio, altrimenti, se si vogliono i contributi nazionali, un qualche prezzo da pagare (anche per la propria ideologia) lo si dovrebbe mettere in conto.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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