STAMPA E SERVIZI SEGRETI. PAURA DELLA LIBERTA' E DELL'OPINIONE PUBBLICA?
Firenze, 15 Febbraio 2007. Il voto di oggi alla Camera per la riforma dei servizi segreti e' un triste momento per la liberta' di stampa. Prevedere il carcere per i giornalisti che divulgano atti coperti da segreto o dei quali non ne sia stata autorizzata la divulgazione, e' un colpo pesantissimo per l'informazione e l'intelligenza di chi dovrebbe e potrebbe fruire di queste informazioni.
Sembra che i nostri legislatori abbiano paura della liberta' e dell'opinione pubblica. Come se la libera stampa non potrebbe rappresentare una sorta di controllo pubblico dell'attivita' dei Servizi. Le cosiddette deviazioni in questo ambito non sono allucinazioni o invenzioni giornalistiche, e sono venute allo scoperto proprio grazie al coraggio di giornalisti ed editori che oggi, con la prospettiva del carcere, avranno molte piu' difficolta' nel decidere se e come addentrarsi in questo tipo di inchieste.
Un legislatore, un Governo e un Paese che usa il bavaglio e che reputa la liberta' di stampa un pericolo per la sicurezza, vuol dire che non ha compreso che e' proprio la liberta' ad essere il principale baluardo per vivere tutti meglio e con piu' certezze. La liberta' di informare in questo ambito e' il miglior deterrente per impedire che le deviazioni siano messe in atto, la certezza dell'impunita' pubblica e' uno dei migliori stimoli a non svolgere il proprio dovere al servizio dello Stato. Ci auguriamo che il legislatore abbia un ripensamento e valuti la questione sotto un'altra angolatura.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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