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Tabacco. Giornata ‘senza’ e non ‘contro’. Perché?
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Comunicato di Vincenzo Donvito
31 maggio 2021 13:26
 
Oggi è la “Giornata mondiale senza il tabacco”. Il fatto che la giornata mondiale si chiami “senza” e non “contro”, la dice lunga sugli interessi e investimenti economici ed agricoli che non si vogliono mettere in discussione. E’ come pensare di fare del bene - XXI secolo e non epoca di Gesù Cristo - invitando le persone a non mangiare carne il venerdì, consapevoli che mangiando carne per gli altri sei giorni della settimana non è il massimo della salubrità.

I numeri sono da strage, con l’aggravante di industrie che continuano ad essere produttive e con pubblicità che, pur se vietate, continuano subdolamente. E’ proprio di oggi l’avvio di un’istruttoria Antitrust su queste pubblicità occulte in messaggi di noti influencer (1).

In Italia i morti sono quasi 85mila (84.848), è la terza causa di morte dopo l'altra pressione sanguigna (119.780) e l'alto tasso di zucchero nel sangue (104.405). Dopo il fumo c'è l'obesità con 63.365 morti (2).
Nel mondo il tabacco uccide ogni anno più di 8 milioni di persone e nel XX secolo ne ha fatte fuori 100 milioni, il secondo fattore di morte dopo l’alta pressione sanguigna.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), grazie ad una sua indagine di mercato, oggi ci fa sapere che in Italia ci sono 1,2 milioni di consumatori in più rispetto al pre-lockdown, +26,2% (3). Fra qualche anno, quindi, sapremo quanti morti in più ci sono stati oltre al virus, annullando, per esempio, tutti i morti risparmiati dal calo di incidenti stradali (meno traffico e più attenzione degli automobilisti) e per le riduzioni di incidenti nelle varie attività sociali che non si sono svolte per i lockdown.

Evidentemente, pur considerando la naturale propensione degli umani a consumare droghe, vuol dire che gli strumenti utilizzati fino ad oggi per informare sui danni non sono sufficienti. In generale i fumatori sono in calo nei Paesi cosiddetti ricchi e in crescita in quelli poveri. Ma se i ricchi - Italia in questo caso – alla prima occasione di debolezza sociale ed individuale diffusa (lockdown) consumano di più, qualcosa non torna.
Difficile e lungo il discorso nei confronti della consapevolezza degli individui, ma decisamente carenza istituzionale e politica verso aziende che sembra non abbiano molte intenzioni di ridimensionarsi e convertire le produzioni.

Sembra un battuta, ma chissà se l’esempio del Paese africano Malawi (e in parte anche il vicino Zimbabwe) possa essere utile: stanno modificando le coltivazioni della foglia di tabacco in cannabis per uso terapeutico (4).

NOTE
1 - https://www.aduc.it/notizia/influencer+antitrust+avvia+istruttoria+pubblicita_137995.php
2 - https://www.aduc.it/articolo/tabacco+milioni+morti+all+anno+nel+mondo+quasi_32703.php
3 - https://www.aduc.it/notizia/tabacco+milioni+consumatori+piu+grazie+al+lockdown_137996.php
4 - https://droghe.aduc.it/notizia/tabacco+cannabis+cambiano+coltivazioni_137962.php
 
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