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TAXI, MONOPOLIO E ARROGANZA. ABOLIRE IL CONTINGENTAMENTO DELLE LICENZE

Comunicato ·

Firenze, 8 Maggio 2007. Dopo il boicottaggio del tentativo di timida liberalizzazione di luglio scorso, i taxisti "padroncini" oggi sono tornati all'attacco con uno sciopero nazionale. Questa volta nel mirino il disegno di legge sul cosiddetto "trasporto innovativo" per il trasporto privato, per esempio, di anziani e bambini con incentivazioni da parte dei Comuni. E' evidente che questi taxisti cavalcano l'onda minacciando il terrore dell'immobilizzazione delle citta': qualunque cosa si muove nell'ambito del trasporto privato di autonoleggio con conducente, deve solo ed esclusivamente riguardare la tutela e lo sviluppo dei loro interessi di corporazione. Le amministrazioni hanno sempre ceduto ai loro ricatti, cosi' come ha fatto il Governo e il ministro Bersani, e altrettanto accadra' ora con questo disegno di legge. Mentre la realta' di questo servizio urbano continuera' ad essere la solita: costosa e con disponibilita' a macchia di leopardo. E' proprio di questi giorni la condanna di un taxista per aver saltato un appuntamento ed aver fatto perdere l'aereo a chi lo aveva prenotato. Un caso estremo (tra quelli che si conoscono), ma certamente una cartina al tornasole di una qualita' di servizio che, in regime di monopolio, non puo' che scadere e mettere sempre al centro gli interessi dei prestatori dei servizi piuttosto che dei consumatori.
Se ce ne fosse stato ancor bisogno, lo sciopero di oggi e' la dimostrazione che una trattativa con queste corporazioni non e' possibile. Urgono quindi provvedimenti drastici come l'abolizione del contingentamento delle licenze. Ottenere una licenza, quindi, deve essere legato solo al possesso di alcuni requisiti tecnico/normativi individuali, cosi' come avviene per chiunque voglia intraprendere un'attivita'. Basta che qualcuno non venga fuori con, per esempio, l'albo dei taxisti.....
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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