Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Tremonti bond. Cosa c'e' che non va. Interrogazione parlamentare

Comunicato · Primo Mastrantoni ·
Banche in fila per usufruire dei cosiddetti Tremonti bond, i nuovi strumenti finanziari ibridi (tra obbligazioni e azioni) che potranno essere emessi dalle banche a corto di liquidita', e che verranno "garantiti" dallo Stato, cioe' dai contribuenti. Alcuni interrogativi sorgono immediati. Con la sottoscrizione lo Stato ne assume i rischi, simili a quelli degli azionisti, ma non ha strumenti di intervento nel senso che non ha poteri gestionali. Questa limitazione e' "compensata" da un codice etico e un protocollo di intenti sottoscritto da ministero dell'Economia e dall'Abi che impegna a favorire il credito alle Pmi, alle famiglie e a coloro che sono in difficolta' con i mutui per la prima casa; sono previsti anche limiti agli stipendi dei dirigenti e alla distribuzione dei dividendi ai soci, il tutto sotto il controllo della Banca d'Italia. Insomma, a fronte di un impegno finanziario dello Stato c'e' una dichiarazione di buone intenzioni (codice etico e intenti) delle banche, che non costituiscono, pero', vincoli contrattuali e che impediscono di ricorrere alla magistratura in caso di inadempienza. La domanda che sorge spontanea e' semplice: se le banche non rispettano il codice etico, cioe' se non favoriscono le Pmi, le famiglie in difficolta', ecc., cosa succede? Quali provvedimenti puo' assumere lo Stato, cioe' il ministero dell'Economia, affinche' le banche rispettino gli impegni "morali" assunti? E' una domanda che rivolgiamo al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Una interrogazione in tal senso e' stata preannunciata dalla senatrice Donatella Poretti.


ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →