Giovedì 4 giugno 2026
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UOVA: DAL 1 GENNAIO NUOVA ETICHETTATURA. UNA OCCASIONE PERSA PER TUTELARE I CONSUMATORI

Comunicato ·

Roma, 2.1.2004. Dal 1 gennaio e' in vigore la nuova etichettatura per le uova. Sapremo quindi quale e' il sistema di allevamento delle galline da uova e da quale Paese vengono. Il regolamento comunitario, n. 5/2001, stabilisce infatti l'obbligo di indicare sulle uova e sugli imballaggi, le modalita' di allevamento delle galline ovaiole: all'aperto con sistema intensivo, all'aperto, a terra e in voliera (batteria). In pratica sapremo se le galline sono state allevate in batteria o all'aperto. In Italia ci sono piu' di 40 milioni di galline ovaiole (per un totale di 12,8 miliardi di uova prodotte), per la maggior parte allevate in batteria, in uno spazio piu' piccolo di un foglio A4. Il 90% delle uova prodotte viene da questi allevamenti. Il 70% della produzione e' concentrato al nord, in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il regolamento semplifica inoltre la classificazione delle uova in A o uova fresche per il consumatore, e B per l'industria della trasformazione. Si e' comunque persa l'ennesima occasione per tutelate veramente i consumator, perche' se e' vero che gli animali sono quello che mangiano, il consumatore non puo' sapere cosa mangiano le ovaiole e quindi cosa c'e' nelle uova che trova nel piatto. Per esempio sa il consumatore che nei mangimi sono aggiunti antibiotici? Sa il consumatore che il bel colore arancione del rosso e' dovuto ad un colorante, la cantaxantina, che e' aggiunta ai pastoni, che ha effetti nocivi sulla retina e che la Commissione europea ha dovuto diminuirne la quantita' del 200% (dal 1.12.2003 il limite e' fissato a 8 mg per kg di becchime)? Infine sa il consumatore di cosa e' composto il mangime? Ovviamente non lo sa ma erano queste le informazioni che dovevano esserci!
Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc
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