VARATO IL CODICE DEL CONSUMO. BENE! DOPO LA CHIAREZZA IN 145 ARTICOLI, OCCORRE ANCHE CHE SIANO RISPETTATI
Firenze, 22 Luglio 2005. Il Governo ha varato il Codice del Consumo, riunendo in un unico testo le norme e le disposizioni, sintentizzando in 145 articoli il contenuto di 558 norme, riunendo 21 provvedimenti. Gli obiettivi, secondo una nota del ministero delle Attivita' Produttive, sono: armonizzare la normativa vigente alle direttive comunitarie, rivedere alcuni aspetti problematici, apportare i miglioramenti necessari ai testi gia' in vigore, semplificare i rapporti tra professionista e consumatore, coordinare la definizione dei soggetti nelle varie normative. I settori disciplinati sono: etichettatura, sicurezza generale dei prodotti, pubblicita' ingannevoli e clausole abusive, vendita a domicilio e a distanza, contratti turistici e multiproprieta', garanzie di beni di consumo e azioni inibitorie.
Non possiamo che essere grati al Governo e al ministero di aver fatto quest'operazione piu' che necessaria, grazie alla quale sara' semplificata la nostra azione e la chiarezza dei diritti e dei doveri. Uno dei problemi centrali della nostra attivita' di informazione e consulenza verso i consumatori, e' proprio la difficolta' della conoscenza e della certezza dei diritti e dei doveri. A parte le vere e proprie truffe, tutti gli altri problemi che affrontiamo quotidianamente sono legati all'assenza di informazione e di quella cultura civica che, purtroppo, le scuole italiane continuano a non dare. Il consumatore e' spesso in balia di se stesso e di produttori e commercianti altrettanto disinformati per pigrizia o difficolta' (ed e' anche ampia, tra questi ultimi, la categoria dei "finti disinformati"). Per questo ben venga questa semplificazione, che' sicuramente stimolera' piu' persone a meglio informarsi, a meglio pretendere i propri diritti e a meglio esercitare i propri doveri.
Ora, oltre agli obiettivi del ministero, pero', occorrerebbe che le leggi, oltre ad esserci, siano rispettate. Stiamo facendo la scoperta dell'acqua calda? Per chi ha a che fare quotidianamente con queste questioni, sa che non e' cosi': la non-applicazione, la discrezionalita' (fino anche all'arroganza) dei tutori (dell'ordine e organismi preposti) non sono nostre invenzioni. Il problema principe dell'applicazione delle leggi nel nostro Paese e' proprio in questo, da cui nasce poi la non-certezza del diritto e quindi dei doveri e delle pene.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Qui il testo integrale del Codice del Consumo:
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