VIOXX. NUOVA SENTENZA CONTRO MERCK. CONTINUA L'IMPEGNO DELL'ADUC
Firenze, 12 aprile 2006. Un Tribunale del New Jersey (Usa) ha emesso un'ulteriore sentenza a sfavore della Merck (produttrice del farmaco VIOXX) condannandola al pagamento della somma di oltre 13 milioni di dollari (dei quali 9 a titolo di danni punitivi) a favore di un soggetto colpito da infarto a causa dell'assunzione del farmaco.
La giuria popolare ha quindi ritenuto fondata la causalita' diretta tra l'assunzione del farmaco ed i danni sofferti, cosi' come il fatto che la Merck sia responsabile per non avere adeguatamente informato i consumatori (e i medici stessi) sui rischi connessi alla prolungata assunzione.
La persona in causa, un 77enne, aveva utilizzato il farmaco per circa 4 anni, ed era stato colpito da infarto; si stima siano circa 20 milioni negli Usa coloro che hanno assunto il VIOXX.
Si tratta di un caso particolarmente significativo, dato che e' il primo in cui si evidenzia un uso del farmaco cosi' prolungato; stando agli studi della Merck, invero, dopo soli 18 mesi di utilizzo del farmaco, le probabilita' di infarto aumentano drasticamente.
In un altro caso, Merck e' stata condannata a pagare oltre 250 milioni di dollari alla vedova di una persona deceduta dopo una prolungata assunzione di VIOXX.
Entrambe le sentenze, informa la Merck, verranno appellate, e la seconda vedra' quasi certamente una drastica riduzione dell'ammontare dei danni punitivi, in base alla legislazione vigente in Texas che ne limita -appunto- l'ammontare..
In un'altro caso, invece, la giuria ha ritenuto di respingere la domanda del consumatore, un cittadino americano di 60 anni, il quale non e' riuscito a dare prova della prolungata assunzione del farmaco ed in particolare del fatto che l'assunzione durava da oltre 6 mesi.
Attualmente sono circa 10.000 i casi pendenti contro la Merck in relazione al farmaco VIOXX; ciascuno di essi, stando alla Merck stessa, verra' individualmente contestato e combattuto.
L'Aduc prosegue nel suo impegno a fianco degli italiani danneggiati da farmaco che hanno gia' depositato domanda nell'ambito della apposita Class Action; al momento sono oltre 300 le domande pervenute e vagliate dai nostri legali (coordinati dall'avv. Pietro Adami), delle quali parecchie decine appaiono avere i requisiti per una fondata speranza di ottenere il dovuto risarcimento.
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