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BENZINA ALLE STELLE, FIDUCIA ALLE STALLE, MA ATTREZZIAMOCI PER VIVERE
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Editoriale 
1 maggio 2001 0:00
 
Parliamo di benzina. Ci sono novita'? Per carita', tutto immobile, identico a quindici giorni fa, come quindici giorni fa era identico al mese prima, e il mese prima era identico ... e cosi' via in un ripetersi dove riusciamo ad arrivare, per l'unica novita', fino a giugno dell'anno scorso, quando l'Antitrust ha condannato per cartello monopolistico quasi tutte le compagnie petrolifere, comminando loro una multa di 640 miliardi, ma che per ora e' in sospeso grazie al ricorso dei petrolieri al Consiglio di Stato.
Ma il problema dei prezzi che lievitano oltre l'intercedere tipico dell'inflazione italiana, esiste, e non reggono per niente motivazioni tipiche che in questi casi vengono tirate in ballo, "il barile del greggio aumenta" (e' fermo a 25 Usd da un pezzo), "il dollaro Usa si e' apprezzato rispetto all'Euro" (livelli insignificanti in questi giorni), ma hanno valore invece quelle di compagnie petrolifere col desiderio di guadagnare piu' soldi nel momento in cui i consumi aumentano con le migrazioni di massa verso i luoghi di vacanze flash.
Da giugno dell'anno scorso, solo parole.
La ristrutturazione della rete e' al palo: troppi distributori che devono mantenere in vita altrettanti troppi lavoratori, limitazioni merceologiche degli stessi per cui se non vendono benzina (e a caro prezzo) non possono altrimenti vendere, licenze ferme per la grande distribuzione che -nella logica del supermercato- farebbero scendere i prezzi come e' successo in Francia (c'e' una sola oasi italiana, in Piemonte, dove la francese Carrefour si appresta, tra le proteste di tutti coloro che nel settore campano di rendita e non di capacita' di mercato, ad aprire dei supermercati con anche pompe di benzina).
E sono al palo le istituzioni che, dopo le ridicole diminuzioni di 50 lire imposte provvisoriamente per legge, continuano a cuccarsi il loro 70% di ritenute fiscali. Per cui, se in questi giorni all'unisono (c'e' qualcuno che ha ancora dubbi sull'esistenza del duopolio Agip/Unione Petrolifera?) le compagnie aumentano i prezzi di 10 lire, e' bene ricordarsi che 7 di queste 10 lire vanno all'Erario.
Gli unici a pagare sono i consumatori, mentre tutti gli altri sono i beneficiari.
E meno male che si parla di mercato ..... ma non in campagna elettorale! Lo avete notato? C'e' qualcuno che si contrappone a qualcun altro evocando l'economia di mercato o di Stato? Casi rari quanto inesistenti, perche' questo non e' il momento di inimicarsi alcuno, ma solo di galleggiare sorridendo a tutti, perche' se tutti pagano si vede meno la beffa (qualcuno, piu' sveglio, dira': "si', va be', ci sono sempre quelli piu' attenti che abbandonano le istituzioni a se stesse non partecipando piu' al voto, ma e' fisiologico .....". E noi ci domandiamo: chissa' quale fisiologia dello Stato e dell'economia hanno coloro che ragionano in questo modo ...).
Il nuovo Governo pensera' anche a questo? Non lo sappiamo, ma e' obbligo chiederselo e stimolarlo, chiunque esso sara', altrimenti ci si dovrebbe dimettere.
Ma intanto, siccome non ci piace essere a rischio "don Chisciotte" o "voce nel deserto", ribadendo il nostro impegno a tener duro in materia, non possiamo non consigliare di cominciare anche a rivedere le proprie abitudini di mobilita' legata al consumo della benzina, perche' i tempi saranno bui e lunghi. Chiediamo solo di non essere confusi con quelli delle domeniche e dei sabati obbligatori a piedi, o con quelli del pane integrale anche nel profitteroles alla panna mascarponata. Ma di essere considerati come sempre quelli che desiderano che ognuno scelga come creda, grazie al supporto di un'informazione che gli presenta e gli ricorda tutto cio' che c'e'.
(Vincenzo Donvito)

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