Dall’esperienza dei saldi. Parola d’ordine: semplificare, cioè liberalizzare, cioé abolirli

Il rito dei saldi che si rinnova un paio di volte l’anno va stancamente avanti e, comunque, anche se prezzi scontati si trovano in qualunque momento e ovunque, l’attrazione della parola “saldi” ha un suo effetto. Ed è per questo motivo che le associazioni di categoria di produttori e commercianti perorano questo rito, anche se, loro per primi, violano il motivo per cui i saldi esistono, cioé svuotare i magazzini delle rese di stagione… figurati se tutta la merce in offerta fosse solo avanzi…. Ma tant’è, questa è una delle tante ipocrisie e illegalità su cui si basa il nostro cosiddetto patto sociale, politico ed economico.
Se fosse solo un sorriso e una pacca sulle spalle, l'anomalia potrebbe finire lì. Ma per i saldi ci sono fior fiore di regioni che si riuniscono ogni volta per stabilire i calendari, e quando una pubblica amministrazione si muove, brucia il denaro pubblico.
Di conseguenza una domanda: serve usare questi soldi?
Questo dei saldi è un tipico esempio di soldi che si possono risparmiare.
I consumatori oggi acquistano quando vogliono e dove vogliono, cercando e trovando le offerte più convenienti. I saldi, come i vari cosiddetti Black Friday, sono solo espressione pubblicitaria che cerca di infondere una sorte di isteria e bramosia collettiva per far spendere di più.
Uno dei pilastri di una società che si basi sul rispetto dell’intelligenza e delle esigenze dei consumatori, è la semplificazione. Cioè levare più regole possibile, demandare ad ogni individuo le decisioni quando queste ovviamente non compromettono l’interesse collettivo. Cosa c’è di più personale e individuale della decisione di acquistare?
Come anche perorato dall’Antitrust, è il momento di semplificare. Guadagni per tutti, in soldi pubblici e privati, ché questi ultimi, semmai ci fosse ancora qualche commerciante che aspetta i saldi per scontare le proprie vendite, non avrebbe più nessun freno
Qui il video sul canale YouTube di Aduc
Uno dei pilastri di una società che si basi sul rispetto dell’intelligenza e delle esigenze dei consumatori, è la semplificazione. Cioè levare più regole possibile, demandare ad ogni individuo le decisioni quando queste ovviamente non compromettono l’interesse collettivo. Cosa c’è di più personale e individuale della decisione di acquistare?
Come anche perorato dall’Antitrust, è il momento di semplificare. Guadagni per tutti, in soldi pubblici e privati, ché questi ultimi, semmai ci fosse ancora qualche commerciante che aspetta i saldi per scontare le proprie vendite, non avrebbe più nessun freno
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