Energia, mercato libero. Venditori truffaldini, consumatori allocchi
In treno. Siedo davanti ad un ragazzo, tutto concentrato su dei moduli contrattuali. Riconosco il logo, una grande impresa nel settore energia. Compila contratti già firmati dal cliente … in bianco. Il venditore ha un viso soddisfatto, e compila, compila. Non sono dettagli ad essere aggiunti, manca pure il tipo di servizio prescelto: tariffa A, B, C? Nessuna opzione è selezionata. Il venditore non ha lasciato il foglio riservato al cliente che è lì, ovviamente sottoscritto, davanti ai miei occhi, insieme alle altre copie del contratto.
È il preludio di una fregatura.
È intuibile quello quel che è accaduto: il venditore si è presentato alla porta della signora o dell'azienda, avrà raccontato mille è più mirabilie della prestigiosa società, e avrà chiuso: firmi qui e vedrà che risparmi!
Forse un po' perplesso, forse per levarsi di torno questo insistente e simpatico giovine, ecco la firma e anche il timbro.
Sono così i venditori, simpatici e rompiballe al punto giusto da indurre alla firma. E non parliamo di quelli violenti che approfittano della classica vecchietta (vere e proprie truffe … da galera).
È intuibile quello che accadrà: arriveranno bollette più alte rispetto al passato, e il ricordo di quella firma apposta su moduli in bianco sarà sempre più amaro.
Da quando hanno liberalizzato il mercato dell'energia (luce e gas) è uno stillicidio di contratti sottoscritti senza consapevolezza.
Le colpe.
I committenti, Enel, Eni, Sorgenia, Italcogim e compagnia danzante, sguinzagliano (consapevolmente?) venditori senza alcun controllo sulla loro correttezza.
L'Autorità per l'Energia e il Gas, che praticamente ha lasciato loro campo libero, senza alcun efficace rimedio.
I clienti, anche aziendali: dare i propri dati e firmare moduli ad uno sconosciuto è un atto di fede nell'essere umano, che ricambia da par suo, approfittando della situazione.
Ancora lo vedo il venditore che compila, compila, compila, pensando alle provvigioni immeritate che incasserà.
È il consumatore il miglior difensore di se stesso, di fronte a firme regalate al primo venuto non c'è legge che tenga.
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