Il 12 gennaio arrivera' il rapporto sulla situazione della banda larga italiana
Il governo crede nel futuro delle 'autostrade digitali' e ha ingaggiato una sorta di 'corsa contro il tempo' per evitare che il ritardo infrastrutturale dell'Italia sulla banda larga faccia perdere al nostro paese il treno dell'innovazione.
E' il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, a delineare cosi' - conversando con l'AdnKronos- la strategia dell'esecutivo sul broadband per cui l'Italia intende agire 'come sistema paese'.
Per mettere a punto un piano nazionale di intervento, e investire al meglio gli 800 milioni stanziati con l'ultima finanziaria per lo sviluppo di reti a banda larga, il governo ha chiamato 'il miglior consulente europeo' sulla piazza, ovvero Francesco Caio, che ha gia' svolto questo incarico per l'esecutivo britannico presentando al premier Gordon Brown un piano dal nome suggestivo, 'Act now'. Il 12 gennaio prossimo Caio consegnera' a Romani la prima stesura del rapporto sulla situazione attuale del broadband in Italia, un lavoro iniziato nel settembre scorso.
'Caio e' andato ben oltre le prime osservazioni che aveva messo in cantiere per la scadenza di inizio anno, c'e' gia' un quadro abbastanza completo con alcune proposte', spiega Romani che non esclude che il rapporto sara' presentato al presidente del Consiglio 'per condividerlo' ufficialmente con il governo. 'Con Caio decideremo poi come procedere. Personalmente - spiega il sottosegretario - ho l'impressione che la cosa migliore da fare sia di presentarlo al presidente del Consiglio, ma per ora non voglio anticipare l'iter che sceglieremo'.
Quel che e' certo e' che sulla banda larga 'stiamo correndo: in sei mesi - prosegue Romani - abbiamo messo a punto e approvato alcune importanti facilitazioni per i lavori necessari per la posa di infrastrutture, uno snellimento della trafila burocratica di grande rilevanza e che era stato auspicato anche dall'Autorita' per le comunicazioni. E, ancora, abbiamo reperito fondi pari a 800 milioni di euro per lo sviluppo delle reti e deciso di approfondire il ragionamento sul loro utilizzo con il miglior consulente europeo, Francesco Caio'.
Anche perche', sottolinea il sottosegretario, 'bisogna capire quale effetto questi fondi possano avere in qualita' di volano economico per il settore: l'investimento pubblico, infatti, dovrebbe aprire la strada alla possibilita' di partnership a favore dei privati'. Romani conclude indicando la necessita' di coinvolgere il maggior numero possibile di soggetti interessati: 'Se tutto si risolvesse nel dare 800 milioni a Telecom Italia per la rete faremmo un cattivo favore al paese. Invece Telecom e' un interlocutore fondamentale per discutere di sviluppo delle reti, ma non il solo'.
E' il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, a delineare cosi' - conversando con l'AdnKronos- la strategia dell'esecutivo sul broadband per cui l'Italia intende agire 'come sistema paese'.
Per mettere a punto un piano nazionale di intervento, e investire al meglio gli 800 milioni stanziati con l'ultima finanziaria per lo sviluppo di reti a banda larga, il governo ha chiamato 'il miglior consulente europeo' sulla piazza, ovvero Francesco Caio, che ha gia' svolto questo incarico per l'esecutivo britannico presentando al premier Gordon Brown un piano dal nome suggestivo, 'Act now'. Il 12 gennaio prossimo Caio consegnera' a Romani la prima stesura del rapporto sulla situazione attuale del broadband in Italia, un lavoro iniziato nel settembre scorso.
'Caio e' andato ben oltre le prime osservazioni che aveva messo in cantiere per la scadenza di inizio anno, c'e' gia' un quadro abbastanza completo con alcune proposte', spiega Romani che non esclude che il rapporto sara' presentato al presidente del Consiglio 'per condividerlo' ufficialmente con il governo. 'Con Caio decideremo poi come procedere. Personalmente - spiega il sottosegretario - ho l'impressione che la cosa migliore da fare sia di presentarlo al presidente del Consiglio, ma per ora non voglio anticipare l'iter che sceglieremo'.
Quel che e' certo e' che sulla banda larga 'stiamo correndo: in sei mesi - prosegue Romani - abbiamo messo a punto e approvato alcune importanti facilitazioni per i lavori necessari per la posa di infrastrutture, uno snellimento della trafila burocratica di grande rilevanza e che era stato auspicato anche dall'Autorita' per le comunicazioni. E, ancora, abbiamo reperito fondi pari a 800 milioni di euro per lo sviluppo delle reti e deciso di approfondire il ragionamento sul loro utilizzo con il miglior consulente europeo, Francesco Caio'.
Anche perche', sottolinea il sottosegretario, 'bisogna capire quale effetto questi fondi possano avere in qualita' di volano economico per il settore: l'investimento pubblico, infatti, dovrebbe aprire la strada alla possibilita' di partnership a favore dei privati'. Romani conclude indicando la necessita' di coinvolgere il maggior numero possibile di soggetti interessati: 'Se tutto si risolvesse nel dare 800 milioni a Telecom Italia per la rete faremmo un cattivo favore al paese. Invece Telecom e' un interlocutore fondamentale per discutere di sviluppo delle reti, ma non il solo'.
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