Martedì 9 giugno 2026
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165 giorni di lavoro per il tax freedom day. Cgia Mestre

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Rispetto a dieci anni fa i contribuenti italiani lavorano 17 giorni in piu' per pagare imposte, tasse e contributi. Lo calcola la Cgia di Mestre: causa di questo allungamento dei giorni necessari per assolvere gli obblighi fiscali e contributivi, segnala la Cgia, e' il progressivo incremento della tassazione. Se nel 2002 la pressione fiscale era pari al 40,5%, quest'anno si attestera' al 45,1%. In virtu' di questa impennata, i contribuenti hanno subito un forte aumento dei giorni lavorativi necessari per soddisfare le richieste del fisco. Se 10 anni fa ne occorrevano 148 per raggiungere il Tax freedom day, nel 2012 ne sono necessari 165.
L'Ufficio studi della Cgia ha preso in esame il dato di previsione del Pil nazionale e lo ha suddiviso per i 365 giorni dell'anno, ottenendo cosi' un dato medio giornaliero. Dopodiche', ha considerato il gettito di imposte, tasse e contributi che i contribuenti versano allo Stato e lo ha diviso per il Pil giornaliero, ottenendo il cosiddetto Tax freedom day che per il 2012 e' "scoccato" lo scorso 14 giugno.
Rispetto al 2011, fa notare la Cgia, i giorni lavorativi richiesti quest'anno per assolvere gli obblighi fiscali e contributivi sono aumentati di 10 giorni: tre di questi sono addebitabili all'introduzione dell'Imu. "Lavorare 165 giorni all'anno per lo Stato - dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - ci da' l'idea di quanto sia eccessivo il nostro fisco. Ormai sui contribuenti onesti grava una pressione fiscale reale che arriva a superare il 54%, un carico che non ha eguali in quasi tutta Europa. Ormai solo alcuni Paesi scandinavi presentano un livello di tassazione superiore al nostro".
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