25 milioni di dollari per catturare il capo del cartello CJNG, cittadino americano

Il governo degli Stati Uniti ha messo sul piatto una ricompensa da 25 milioni di dollari per chiunque fornisca informazioni utili alla cattura di Juan Carlos González, noto come "Pelón": è lui, secondo le autorità americane, il nuovo vertice del Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG), considerato il più potente del Messico. Lo riporta l'Associated Press.
La cifra, annunciata mercoledì 5 agosto, rappresenta un netto aumento rispetto ai precedenti 5 milioni di dollari già offerti per lo stesso soggetto. L'amministrazione Trump ha complessivamente stanziato oltre 100 milioni di dollari in premi per diversi vertici del CJNG, e ha al contempo disposto restrizioni sui visti per familiari e collaboratori dei membri del cartello.
González è figlio acquisito di Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, noto come "El Mencho", il precedente leader del cartello ucciso in febbraio dalle forze militari messicane in un'operazione per la quale gli Stati Uniti hanno fornito supporto di intelligence. La morte di El Mencho aveva scatenato un'ondata di violenze nello stato di Jalisco. González, cittadino con doppia nazionalità messicana e statunitense, avrebbe preso le redini dell'organizzazione in seguito a quell'evento. Il CJNG è coinvolto in attività che spaziano dal traffico di droga alla produzione di avocado.
Insieme all'annuncio dei premi, il Dipartimento di Giustizia ha reso pubbliche nuove accuse formali nei confronti di altri cinque dirigenti di alto rango del cartello, tutti imputati per traffico di stupefacenti e reati connessi alle armi. Le autorità statunitensi hanno dichiarato che questi provvedimenti mirano a sgretolare la struttura di comando dell'organizzazione, nell'ambito della più ampia pressione esercitata dall'amministrazione Trump sul Messico e su altri paesi latinoamericani in materia di sicurezza.
Il CJNG figura tra gli otto cartelli messicani già classificati come organizzazioni terroristiche straniere. Le misure annunciate questa settimana giungono a poche settimane dall'imposizione di sanzioni contro 50 persone e società riconducibili al cartello, tra cui lo stesso González: quelle sanzioni avevano comportato il congelamento dei beni e il blocco delle transazioni finanziarie con gli Stati Uniti.