60% detenuti fa uso di droghe
In Italia il 60% dei detenuti fa uso di droghe: il 40% di cocaina, il 33% di cannabis e il 5% di anfetamine. Tra i Paesi che vedono il maggior uso in carcere di droghe, l'Olanda raggiunge quota 80%, soprattutto per quanto riguarda la cannabis. Anche in Spagna si consuma principalmente la stessa sostanza, circa il 58% dei detenuti, ma percentualmente l'Olanda e il Regno Unito (70%) sono i Paesi con maggior consumo di cannabis in Europa. Sempre nelle carceri degli stessi due Paesi il 79% della popolazione penitenziaria usa sostanze stupefacenti. Una situazione che preoccupa anche le strutture italiane: nella classifica l'Italia è al settimo posto, su 17 Paesi monitorati. I detenuti che registrano un minor consumo di stupefacenti sono invece in Slovenia, Romania e Croazia. E' quanto emerso a Cagliari durante l'incontro annuale della nuova Federazione europea per la salute penitenziaria nell'ambito del Congresso nazionale della Società italiana di medicina e sanità penitenziaria (SIMSPe). Secondo i dati del Centro europeo per il monitoraggio sulle droghe e le dipendenze (EMCDDA), quando un utente arriva in carcere con un'incriminazione o una sentenza relativa all'uso ed allo spaccio di droghe, è soprattutto la cannabis la sostanza incriminata, per il 73,7% delle persone. Oggi c'è ancora una elevata percentuale di persone che muore di overdose nelle prime settimane successive all'uscita dal carcere, oltre a persone che nel primo anno rientrano in carcere perché compiono nuovamente dei reati (in Italia la percentuale è intorno al 30%).
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