Un abitante su venti non parla abitualmente l'italiano
In Italia una persona su venti non parla abitualmente l'italiano ma in famiglia usa una lingua straniera, per una cifra che raggiunge quasi i tre milioni di persone. Un fenomeno in netta crescita: nel 2000 la percentuale di chi parlava in famiglia in un'altra lingua rispetto a italiano e dialetto non superava una media del 3%. Oggi la percentuale è alta, oltre che nelle regioni con minoranze etniche tradizionalmente forti come Trentino, Friuli (che superano il 30%), Valle d'Aosta (11,3%) e Sardegna (14,7%), anche in Lombardia e Veneto (6%), Marche, Emilia Romagna, Umbria e Liguria, tutte al di sopra della media nazionale del 5,1%. La percentuale piú bassa invece si registra in Puglia e Basilicata (0,9%).
Sono oltre 300 mila le ditte italiane con titolare straniero. Le lingue presumibilmente piú usate su questi posti di lavoro, se si considera la nazionalità del titolare, sono il marocchino (quasi 44 mila imprese) e il cinese (oltre 31 mila attività). In Emilia, Umbria e Lombardia un residente su undici è nato all'estero. E' quanto emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al secondo trimestre 2008 e Istat a gennaio 2008 e da una stima della Camera di commercio sul rapporto Istat "La lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere", anni 2006-2000.
Sono oltre 3 milioni e 400 mila all'inizio del 2008 i residenti nati all'estero e rappresentano il 5,8% del totale, superano gli 800 mila nella sola Lombardia. Alta è la presenza di stranieri come titolari sul totale di ditte individuali attive: il 9% medio italiano. Maggiore concentrazione in Toscana, quasi una su sette (14,2%) e in Lombardia (12,2%). Per numero di ditte sempre prima la Lombardia (52 mila), seguita da Emilia Romagna, Lazio e Veneto.
Tra le regioni ci sono differenze per le prime 10 nazionalità: se gli imprenditori marocchini prevalgono in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Piemonte, Trentino, Umbria, Val d`Aosta e Sicilia, i cinesi sono invece la maggioranza in Marche e Toscana, i rumeni nel Lazio, gli albanesi in Emilia e Liguria, gli svizzeri in Abruzzo e Puglia, i senegalesi in Sardegna, gli egiziani in Lombardia e i serbi in Friuli.
La Milano internazionale si incontra domani, giovedí 11 dicembre, per l'annuale appuntamento del Corpo consolare organizzato dalla Camera di commercio di Milano. "Milano - ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano - è da sempre protagonista della scena economica italiana e internazionale. Questa giornata, dedicata al tradizionale incontro col Corpo Consolare, dà risalto proprio alla sua internazionalità, testimoniata dall'elevata presenza in città di rappresentanze consolari e commerciali estere, ma anche alla sua vocazione multietnica e multiculturale, con il gran numero di imprenditori e residenti stranieri che vivono e operano sul territorio. Una realtà quella milanese che, nonostante il momento di crisi, non rinuncia a essere sempre piú aperta e globale".
Sono oltre 300 mila le ditte italiane con titolare straniero. Le lingue presumibilmente piú usate su questi posti di lavoro, se si considera la nazionalità del titolare, sono il marocchino (quasi 44 mila imprese) e il cinese (oltre 31 mila attività). In Emilia, Umbria e Lombardia un residente su undici è nato all'estero. E' quanto emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al secondo trimestre 2008 e Istat a gennaio 2008 e da una stima della Camera di commercio sul rapporto Istat "La lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere", anni 2006-2000.
Sono oltre 3 milioni e 400 mila all'inizio del 2008 i residenti nati all'estero e rappresentano il 5,8% del totale, superano gli 800 mila nella sola Lombardia. Alta è la presenza di stranieri come titolari sul totale di ditte individuali attive: il 9% medio italiano. Maggiore concentrazione in Toscana, quasi una su sette (14,2%) e in Lombardia (12,2%). Per numero di ditte sempre prima la Lombardia (52 mila), seguita da Emilia Romagna, Lazio e Veneto.
Tra le regioni ci sono differenze per le prime 10 nazionalità: se gli imprenditori marocchini prevalgono in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Piemonte, Trentino, Umbria, Val d`Aosta e Sicilia, i cinesi sono invece la maggioranza in Marche e Toscana, i rumeni nel Lazio, gli albanesi in Emilia e Liguria, gli svizzeri in Abruzzo e Puglia, i senegalesi in Sardegna, gli egiziani in Lombardia e i serbi in Friuli.
La Milano internazionale si incontra domani, giovedí 11 dicembre, per l'annuale appuntamento del Corpo consolare organizzato dalla Camera di commercio di Milano. "Milano - ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano - è da sempre protagonista della scena economica italiana e internazionale. Questa giornata, dedicata al tradizionale incontro col Corpo Consolare, dà risalto proprio alla sua internazionalità, testimoniata dall'elevata presenza in città di rappresentanze consolari e commerciali estere, ma anche alla sua vocazione multietnica e multiculturale, con il gran numero di imprenditori e residenti stranieri che vivono e operano sul territorio. Una realtà quella milanese che, nonostante il momento di crisi, non rinuncia a essere sempre piú aperta e globale".
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