Sabato 6 giugno 2026
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Aborti in calo, obiettori stabili

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Continuano a dimunuire gli aborti in Italia: nel 2010 sono state effettuate 115.372 interruzioni volontarie di gravidanza (dato provvisorio), con un decremento del 2.7% rispetto al dato definitivo del 2009 (118.579 casi) e un decremento del 50.9% rispetto al 1982, anno in cui si e' registrato il piu' alto ricorso all'Ivg (234.801 casi). E' quanto si legge nella relazione del ministro della Salute sull'attuazione della legge 194, trasmessa oggi al Parlamento.
Il tasso di abortivita' (numero delle Ivg per 1.000 donne in eta' feconda tra 15-49 anni), l'indicatore piu' accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all'Ivg, nel 2010 e' risultato pari a 8.2 per 1.000, con un decremento del 2.5% rispetto al 2009 (8.5 per 1.000) e un decremento del 52.3% rispetto al 1982 (17.2 per 1.000). Il valore italiano e' tra i piu' bassi di quelli osservati nei paesi industrializzati. Dal 1983 i tassi di abortivita' sono diminuiti in tutti i gruppi di eta', piu' marcatamente in quelli centrali.
Per quanto riguarda le minorenni, il tasso di abortivita' nel 2009 e' risultato pari a 4.4 per 1.000 (4.8 per 1.000 nel 2008), con valori piu' elevati nell'Italia settentrionale e centrale. Come negli anni precedenti, si conferma il minore ricorso all'aborto tra le giovani in Italia rispetto a quanto registrato negli altri Paesi dell'Europa Occidentale.
L'analisi delle caratteristiche delle Ivg, che e' riferita ai dati definitivi dell'anno 2009, conferma che nel corso degli anni e' andato crescendo il contributo all'Ivg da parte delle donne con cittadinanza estera, raggiungendo nel 2009 il 33.4% del totale delle Ivg, mentre, nel 1998, tale percentuale era del 10.1%.
Nel 2009, dei 38.309 aborti di donne con cittadinanza straniera 19.762 (il 51.6%) sono di donne provenienti dai paesi dell'Europa dell'Est. Questo fenomeno, si evidenzia nella relazione, influisce in modo marcato sull'andamento generale dell'Ivg in Italia determinando un rallentamento della diminuzione del numero totale degli interventi. In generale, nel corso degli anni le piu' rapide riduzioni del ricorso all'aborto sono state osservate tra le donne piu' istruite, tra le occupate e tra le coniugate. Allo stesso tempo pero' i dati mostrano che quasi la meta' delle Ivg, sia fra le italiane (47.3%) che fra le donne straniere (43.8%) sono di donne con occupazione lavorativa, e solo il 13.4% delle Ivg fra le italiane e il 23.4% fra le straniere riguardano donne disoccupate o in cerca di prima occupazione.
Si stabilizza l'obiezione di coscienza tra i ginecologi e gli anestesisti in Italia nel 2009, dopo un notevole aumento negli ultimi anni. Infatti, a livello nazionale, per i ginecologi si e' passati dal 58,7% del 2005, al 69,2% del 2006, al 70,5% del 2007, al 71,5% del 2008 e al 70,7 nel 2009; per gli anestesisti, negli stessi anni, dal 45,7% al 51,7%. Per il personale non medico, prosegue la relazione, si e' osservato un ulteriore incremento, con valori che sono passati dal 38,6% nel 2005 al 44,4% nel 2009. Percentuali superiori all'80% tra i ginecologi si osservano principalmente al Sud: 85,2% in Basilicata, 83,9% in Campania, 82,8% in Molise, 81,7% in Sicilia e 81,3% a Bolzano. Anche per gli anestesisti i valori piu' elevati si osservano al sud (con un massimo di piu' di 77% in Molise e Campania e 75,6% in Sicilia e i piu' bassi in Toscana (27,7%) e a Trento (31,8%). Per il personale non medico i valori sono piu' bassi, con un massimo di 87,0% in Sicilia e 82,0% in Molise.
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