Sabato 6 giugno 2026
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Aborti in calo per la prima volta dopo dieci anni

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Il numero di aborti effettuati in Spagna è diminuito nel 2009 rispetto all'anno precedente per la prima volta da un decennio a questa parte: lo ha reso noto il ministro della Sanità spagnolo, Leire Pajin.
Il numero delle interruzioni di gravidanza è calato da 115,812 a 111.482, in concomitanza anche con l'introduzione di una nuova legge in materia e della pillola del giorno dopo, disponibile in farmacia senza ricetta: "Siamo sulla strada giusta, è importante prendere misure preventive ed educative, e utile rendere disponibili farmaci contraccettivi", ha commentato il Ministro.
Il testo della 'Legge sulla Salute sessuale e Riproduttiva' approvato nel febbraio scorso - con l'opposizione frontale della Chiesa e dell'opposizione conservatrice - prevede la possibilità di interrompere la gravidanza liberamente fino alla 14esima settimana e, in particolari condizioni, quali rischi per la salute della madre o malformazione del feto, fino alla 22esima settimana. In quest'ultimo caso il provvedimento è di fatto più restrittivo rispetto a quello precedentemente in vigore, che vincolava la decisione al parere un medico specialista: serve infatti il parere positivo di due medici.
La legge permette anche alle minorenni di abortire senza il consenso dei genitori, con l'obbligo però di informarli a meno che non vi sia il rischio di conflitto familiare e quindi di violenza domestica. Inoltre, è possibile interrompere la gravidanza anche oltre le 22 settimane se dovessero essere rivelate anomalie del feto quali malattie estremamente gravi o incurabili, dietro parere favorevole di una commissione di specialisti, anche qui con vincoli più rigidi rispetto a quanto accadeva in precedenza.
In base alla legge precedente approvata dai governi conservatori l'aborto - considerato un reato - era depenalizzato solo in caso di violenza sessuale entro le 12 settimane, di malformazione del feto entro le 22 settimane o in caso di grave rischio per la salute psichica o fisica della madre, senza alcun limite di tempo: le statistiche mostravano però che la grande maggioranza delle interruzioni di gravidanza veniva appunto praticata per "rischi psicologici", in alcuni casi oltre il sesto mese.
La principale diversità della nuova legge non è tanto negli aspetti temporali, quanto concettuali. L'aborto passa a far parte della legge quadro sulla Salute sessuale e riproduttiva e dunque diventa un diritto giuridico della donna, che lo Stato è obbligato a rispettare nei limiti imposti dalla legge, e non più una concessione tutelata da terzi - giudici e medici in primo luogo. Va notato che è stata inoltre eliminata la pena detentiva prevista per chi si sottoponeva ad un'interruzione di gravidanza fuori dai vincoli stabiliti dalla legge.
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