Abortire non e' un diritto. Il Vaticano attacca l'Ue: arrogante
La risoluzione con la quale, lo scorso 16 aprile, il Consiglio d'Europa ha invitato i 47 Stati membri a orientare la propria legislazione, laddove necessario, in maniera da garantire effettivamente alle donne "il diritto di accesso all'aborto sicuro e legale", presuppone "impostazioni di pensiero fortemente ideologiche e parziali", secondo monsignor Elio Sgreccia che, in un articolo sull'Osservatore romano', denuncia una pretesa "del tutto infondata e arrogante". "E' la prima volta che in un documento ufficiale del Consiglio d'Europa - così come in quelli delle Nazioni Unite - si parla dell'aborto come di un 'diritto'", scrive il presidente della Pontificia academia pro vita. "Dal punto di vista legislativo, infatti, una cosa è permettere o depenalizzare l'aborto effettuato in determinate circostanze, altro è definirlo come un 'diritto', a cui dovrebbe logicamente corrispondere anche un 'dovere' di tutela del medesimo. Ma è davvero possibile postulare fondatamente un 'diritto all'aborto'?" "Su quali basi si potrebbe giustificare il diritto di interrompere la vita di un essere umano innocente e, per di più, debole e indifeso? A meno di adottare criteri antropologici discriminatori e arbitrari, che non riconoscano a ogni essere umano uguale dignità e diritti fondamentali, questa pretesa è del tutto infondata e arrogante; essa può essere giustificata solo da impostazioni di pensiero fortemente ideologiche e parziali, che non pongono la persona umana - o almeno, non ogni singola persona umana - come fine ultimo e misura della vita sociale, e quindi della regolazione legislativa".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti