Venerdì 5 giugno 2026
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Aborto. 33 anni fa il referendum. Interventi in calo

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Anniversario numero 33 per il referendum sull'abrogazione di alcune norme della legge 194 sull'aborto. Il 17 maggio 1981 il popolo italiano e' stato chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di abrogazione della normativa approvata il 22 maggio 1978, che consente ancora oggi l'aborto volontario entro i primi 90 giorni dal concepimento. I 'si'' furono l'11,6% e i 'no' l'88,4%. In questo modo gli italiani decisero di mantenere in vigore la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza.
Calano le interruzioni volontarie di gravidanza in Italia. Nel 2012 sono state effettuate 105.968 procedure, con un decremento del 4,9% rispetto al dato definitivo del 2011 (111.415 casi) e un calo del 54,9% rispetto al 1982, anno in cui si e' registrato il piu' alto ricorso all'Ivg (234.801 casi). Questi i numeri della relazione annuale sull'attuazione della legge 194, consegnata lo scorso settembre al Parlamento, alla vigilia del 33esimo anniversario del referendum sull'abrogazione di alcune norme della legge del 1978. Il tasso di abortivita' (numero delle Ivg per 1.000 donne in eta' feconda tra 15-49 anni), l'indicatore piu' accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all'Ivg, nel 2012 e' risultato pari a 7,8 per 1.000, con un decremento dell'1,8% rispetto al 2011 (8 per 1000) e un decremento del 54,7% rispetto al 1982 (17,2 per 1.000). Il valore italiano e' tra i piu' bassi osservati nei Paesi industrializzati. Dal 1983 il tasso di abortivita' e' diminuito in tutti i gruppi di eta', piu' marcatamente in quelli centrali. Tra le minorenni, nel 2011 e' risultato pari a 4,5 per 1000 (stesso valore del 2010), con livelli piu' elevati nell'Italia settentrionale e centrale. Come negli anni precedenti, si conferma il minore ricorso all'aborto tra le giovani in Italia rispetto a quanto registrato negli altri Paesi dell'Europa Occidentale, cosi' come minore e' la percentuale di aborti ripetuti e di quelli dopo 90 giorni di gravidanza.
Dalla relazione sull'attuazione della 194 emerge un ulteriore elemento significativo: l'elevato numero dei medici obiettori. L'esercizio del diritto all'obiezione di coscienza ha infatti riguardato elevate percentuali di ginecologi fin dall'inizio dell'applicazione della legge 194, con un aumento del 17,3% in 30 anni, a fronte di un dimezzamento delle Ivg nello stesso periodo. In particolare, una stima della variazione negli anni degli interventi di Ivg a carico dei ginecologi non obiettori mostra che dal 1983 al 2011 gli aborti eseguiti mediamente ogni anno da ciascun non obiettore si sono dimezzati, passando da un valore di 145,6 Ivg nel 1983 (pari a 3,3 a settimana, ipotizzando 44 settimane lavorative annuali, valore utilizzato come standard nei progetti di ricerca europei) a 73,9 Ivg nel 2011 (pari a 1,7 Ivg a settimana). Secondo il ministero della Salute, i numeri complessivi del personale non obiettore appaiono congrui al numero complessivo degli interventi di Ivg. Eventuali difficolta' nell'accesso sembrano quindi dovute a una distribuzione inadeguata del personale fra le strutture sanitarie all'interno di ciascuna regione.
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