Lunedì 8 giugno 2026
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Aborto fallito, ospedale condannato a 80mila euro di danni

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La sezione civile della corte d'appello di Caltanissetta ha condannato l'azienda ospedaliera 'Vittorio Emanuele' di Gela a risarcire i danni (calcolati in 80 mila euro) a una donna che ha dato alla luce il suo terzo figlio, malgrado le fosse stato garantito che l'interruzione volontaria della gravidanza era avvenuta con successo. La vicenda risale al 1999 quando una casalinga gelese di 40 anni, madre di due figli e in precarie condizioni di salute, si accorse di essere incinta. La donna non se la sentiva di portare avanti la gravidanza: troppo pericolosa, sia per l'eta' sia per le malattie che la stavano assillando in quelle settimane. Ne parlo' con il medico di famiglia, con ostetrici e assistenti del consultorio familiare. Infine, d'intesa col marito, un operaio di 45 anni, decise di abortire. All'ospedale di Gela, all'epoca, i medici della divisione di ostetricia e ginecologia erano tutti obiettori di coscienza. L'interruzione della gravidanza fu eseguita da un sanitario convenzionato esterno. Sulla cartella clinica ospedaliera fu riportata la perfetta riuscita dell'intervento. Nessun controllo post-operatorio pero' sarebbe stato eseguito o prescritto alla paziente, che, alcune settimane dopo, accusando nuovamente i sintomi della gravidanza, si rivolse a un ginecologo privato. Eseguiti gli accertamenti, l'ignaro medico, si complimento' con la donna, annunciandole che era incinta di cinque mesi. Oggi quel bambino ha 9 anni. I genitori si rivolsero alla magistratura che in primo grado condivise la linea di difesa dell'ospedale di Gela ('l'aborto terapeutico a volte puo' fallire'). I giudici della Corte d'Appello sono stati di parere opposto. L'azienda ospedaliera ha annunciato il ricorso per Cassazione.    
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