Aborto. Femministe e cliniche: regolamentare l'obiezione di coscienza
Né le une né le altre dubitano della necessità di riformare l'attuale normativa sull'aborto. Ma sia l'Associazione delle cliniche accreditate per l'interruzione di gravidanza (ACAI), sia la piattaforma Mujeres ante el Congreso composta da oltre 80 associazioni femministe, chiedono di cambiare alcuni punti del disegno di legge approvato dal Governo. E in particolare, chiedono al Parlamento di regolare l'obiezione di coscienza del personale sanitario affinché l'aborto possa essere garantito nella rete sanitaria pubblica. Oggi, il 97% delle interruzioni di gravidanza avvengono in cliniche private ed esistono grosse differenze tra le comunità.
L'obiezione di coscienza non è regolamentata, e la Costituzione si riferisce solo al servizio militare obbligatorio, per altro abrogato. Il disegno di legge sull'aborto non fa riferimento alla questione, demandandola alla legge sulla libertà religiosa in via di eleborazione. Ma non è detto che l'obiezione sarà accolta in quella normativa.
L'obiezione di coscienza non è regolamentata, e la Costituzione si riferisce solo al servizio militare obbligatorio, per altro abrogato. Il disegno di legge sull'aborto non fa riferimento alla questione, demandandola alla legge sulla libertà religiosa in via di eleborazione. Ma non è detto che l'obiezione sarà accolta in quella normativa.
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