Sabato 6 giugno 2026
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Aborto. Il giudice tutelare: il caso della quindicenne e' giudiziariamente inesistente

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il caso della quindicenne di Pordenone e' 'giudiziariamente inesistente' e sarebbe stato 'molto meglio' se 'fosse rimasto riservato alla conoscenza delle persone stesse e non di altri'.
Lo rileva, in una nota, il giudice Eugenio Pergola, presidente della Sottosezione di Pordenone dell'Associazione nazionale magistrati (Anm).
Nel Tribunale di Pordenone, infatti non risulta pendente alcun procedimento al riguardo 'e quindi appaiono del tutto ingiustificati ed impropri il risalto mediatico della vicenda nonche' il coinvolgimento della struttura giudiziaria, in quanto allo stato palesemente priva di alcuna competenza in merito'.
Secondo Pergola, sulla vicenda 'sono state scritte e dette troppe inesattezze. La legge 194/1978 sulla interruzione volontaria della gravidanza - precisa - prevede, nel caso in cui la donna incinta abbia meno di 18 anni, che sia la donna stessa e soltanto lei a poter chiedere l'aborto negli stessi casi in cui lo puo' chiedere una persona maggiorenne; se vi e' una richiesta della minorenne, allora occorre che vi sia anche l'assenso dei genitori (o di chi eserciti la potesta' o tutela su di lei); qualora non vi sia tale assenso e solo in tal caso e' previsto l'intervento del giudice tutelare su sollecitazione del consultorio pubblico o dei servizi pubblici di assistenza o del medico di fiducia'.
'Il giudice tutelare ha in queste ipotesi il compito di valutare se la richiesta della minorenne e' libera e consapevole e, in caso affermativo, autorizza l'interruzione della gravidanza. Pertanto, in base alla legge italiana l'autorizzazione del giudice tutelare serve per abortire, mai per non abortire: infatti e' un fondamentale diritto della donna far nascere i figli e nessuno in Italia glielo puo' togliere, tanto meno un giudice'.

'Non risponde al vero la dichiarazione dell'avvocato Laura Ferretti, secondo la quale i servizi consultoriali di Pordenone non si sarebbero fatti carico della vicenda' della quindicenne che si era rivolta al legale per non abortire.
Lo precisa, in una nota, la direzione dell'Azienda per i servizi sanitari n. 6 'Friuli Occidentale' di Pordenone.
'Per ovvi motivi di riservatezza non siamo intervenuti a rendere pubbliche le nostre attivita', ne' lo faremo adesso, ma siamo in grado di documentare in dettaglio tutti gli interventi fatti dall'inizio della vicenda, e tutt'ora in corso. Se l'avvocato Ferretti avesse ritenuto di dover coinvolgere i servizi in una situazione cosi' delicata a tutela della salute psicofisica della ragazza, avrebbe potuto farlo, o consigliarglielo, cosa che non risulta essere avvenuta'.
A margine, l'Ass sottolinea come 'l'iniziativa dell'avvocato abbia esposto ad un evidente rischio di identificazione una adolescente e la sua famiglia attraversati da problematiche che avrebbero meritato discrezione e cura'.
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