Aborto. Lombardia si difende: abbiamo rifiutato per ragioni scientifiche...non vogliamo la pillola contraccettiva
La Regione Lombardia torna a spiegare il proprio 'no' all'approvazione in Conferenza Stato-Regioni delle linee guida del ministro Livia Turco sulla legge 194.
Dopo che lo stesso ministro aveva mostrato di non aver gradito e confermato l'intenzione di procedere verso la definizione delle linee e a seguito dei commenti di alcuni esponenti del Pd comparsi oggi sulla stampa, la Regione avverte in una nota di voler rispondere 'senza polemiche, ma per amor del vero': insomma, 'il no di Regione Lombardia non e' affatto politico e men che meno strumentale ma 'di metodo e di merito'. 'Dal punto di vista del metodo Regione Lombardia contesta il tentativo di imposizione, attraverso lo strumento delle linee guida, di un indirizzo interpretativo parziale su una legge dai contenuti eticamente sensibili, oltretutto ledendo l'autonomia regionale in materia'. E pur dichiarandosi 'del tutto disponibile ad affrontare una discussione e un confronto aperto e scientificamente fondato sulla legge 194 e sulle sue modalita' di applicazione, in particolare nei suoi aspetti piu' delicati', la Regione non riesce a non avanzare un dubbio, ovvero che 'queste linee guida siano state usate esclusivamente come pretesto per introdurre elementi non pertinenti, come contraccezione e diagnosi prenatale, che non riguardano direttamente l'applicazione della 194'. 'Che il ministro abbia voluto trovare una scusa per contrabbandare la pillola del giorno dopo?'.
"Solo acrobazie verbali per difendere una scelta che e' un puro e semplice boicottaggio delle linee guida attuative di una legge, la 194, che va applicata in tutte le sue parti e nell'intero territorio". Cosi' Barbara Pollastrini definisce sia la nota della Regione Lombardia che la dichiarazione del vicesegretario nazionale dell'Udc Toto' Cuffaro che la attaccano per aver contestato il no lombardo e siciliano. "Il gemellaggio Formigoni-Cuffaro la dice lunga sui propositi del centro-destra qualora vincesse le elezioni. Ma la partita e' aperta e proprio la consapevolezza femminile puo' fare la differenza".
Dopo che lo stesso ministro aveva mostrato di non aver gradito e confermato l'intenzione di procedere verso la definizione delle linee e a seguito dei commenti di alcuni esponenti del Pd comparsi oggi sulla stampa, la Regione avverte in una nota di voler rispondere 'senza polemiche, ma per amor del vero': insomma, 'il no di Regione Lombardia non e' affatto politico e men che meno strumentale ma 'di metodo e di merito'. 'Dal punto di vista del metodo Regione Lombardia contesta il tentativo di imposizione, attraverso lo strumento delle linee guida, di un indirizzo interpretativo parziale su una legge dai contenuti eticamente sensibili, oltretutto ledendo l'autonomia regionale in materia'. E pur dichiarandosi 'del tutto disponibile ad affrontare una discussione e un confronto aperto e scientificamente fondato sulla legge 194 e sulle sue modalita' di applicazione, in particolare nei suoi aspetti piu' delicati', la Regione non riesce a non avanzare un dubbio, ovvero che 'queste linee guida siano state usate esclusivamente come pretesto per introdurre elementi non pertinenti, come contraccezione e diagnosi prenatale, che non riguardano direttamente l'applicazione della 194'. 'Che il ministro abbia voluto trovare una scusa per contrabbandare la pillola del giorno dopo?'.
"Solo acrobazie verbali per difendere una scelta che e' un puro e semplice boicottaggio delle linee guida attuative di una legge, la 194, che va applicata in tutte le sue parti e nell'intero territorio". Cosi' Barbara Pollastrini definisce sia la nota della Regione Lombardia che la dichiarazione del vicesegretario nazionale dell'Udc Toto' Cuffaro che la attaccano per aver contestato il no lombardo e siciliano. "Il gemellaggio Formigoni-Cuffaro la dice lunga sui propositi del centro-destra qualora vincesse le elezioni. Ma la partita e' aperta e proprio la consapevolezza femminile puo' fare la differenza".
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