Aborto e Madre Terra, i vescovi bocciano la nuova Costituzione
La Conferenza episcopale dell'Ecuador (Cee) ha bocciato la nuova Costituzione su cui i cittadini saranno chiamati a esprimersi con un referendum il prossimo 28 settembre perche', hanno sottolineato i vescovi, gli articoli che riguardano la famiglia e l'aborto sono inaccettabili per le coscienze cristiane. La Cee ha anche fatto sapere di voler iniziare una campagna 'che possa permettere a ogni cattolico di decidere in coscienza se votare per il si' o per il no'. Non appena appresa la notizia, il governo del presidente Rafael Correa ha espresso il proprio rammarico. 'Mi pare che in questo paese da un secolo la dimensione politica sia divisa da quella religiosa', ha detto Augusto Barrera, coordinatore dei rapporti tra esecutivo e assemblea costituente, che ha accusato la chiesa ecuadoriana di agire come attore politico. Il presidente della Conferenza episcopale, mons. Antonio Arregui, ha pero' ribattuto che l'organismo da lui presieduto non risponde agli interessi di nessun gruppo politico, ma ha osservato che la nuova costituzione lascia aperte le porte all'aborto e alle unioni tra persone dello stesso sesso, argomenti che per la chiesa non sono negoziabili. Il testo della nuova Costituzione, voluta da Correa per 'rifondare il paese' e 'farlo uscire dal neoliberalismo', e' stato votato la settimana scorsa dopo otto mesi di lavori. Osteggiato dall'opposizione che ha ripetutamente disertato le sedute di voto, e' formato da 444 articoli e invoca nel preambolo la protezione di Dio, della Pachamama (Madre Terra) e del Libertador Simon Bolivar.
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