Aborto e obiettori. Viale: ospedali male organizzati
"Il problema della tutela della legge 194 non dipende dal carico di lavoro dei ginecologi non obiettori, quanto dalla loro organizzazione. Senza provvedimenti concreti la semplice lettura dei dati e' fuorviante e strumentale". Questa la reazione del professor Silvio Viale, il ginecologo torinese promotore dell'introduzione della RU486 in Italia e consigliere comunale dei Radicali a Torino, alla lettura della relazione annuale sulla 194. "Dire che un non obiettore fa 1,71 aborti a settimana non aiuta a capire, come non dice nulla il dato che un ginecologo faccia 2,36 parti", aggiunge. "I numeri in Italia sono simili a quelli di altri paesi europei" e se i non obiettori fossero ben utilizzati sarebbero piu' che sufficienti, ma da noi vengono "distribuiti malamente". Per Viale - che e' responsabile del servizio di Interruzione volontaria della gravidanza dell'Ospedale S. Anna di Torino, dove nel 2012 sono state effettuati 3445 aborti, il 3,25% di quelli in Italia- andrebbero infatti concentrati in grandi strutture in grado di fornire un migliore servizio, cosi' come avviene per i parti. "Non ha senso pensare di garantire le interruzioni di gravidanza in tutti gli oltre 500 punti nascita italiani. Come tutte le prestazioni sanitarie la quantita' e' un presupposto della qualita'".
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