Aborto. Parlamento respinge legalizzazione
Il Parlamento polacco ha bocciato un disegno di legge per depenalizzare l'aborto, con il voto decisivo dell'ala piu' conservatrice della maggioranza. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa "Pap". A favore del disegno hanno votato 215 deputati, 218 sono stati i contrari e due parlamentari si sono astenuti. A votare contro non sono stati soltanto i parlamentari dell'opposizione: il testo e' stato infatti respinto anche da 24 deputati del Partito popolare polacco (Psl), che fa parte della maggioranza di governo ed e' guidato dall'attuale ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz. Soltanto quattro parlamentari della formazione hanno votato a favore, tutte quante donne. All'appello sono mancati anche tre voti della Coalizione civica del premier Donald Tusk: i tre deputati non erano in aula.
Attualmente in Polonia l'interruzione volontaria della gravidanza e' ammessa solamente nel caso di pericolo per la vita della madre e in quello in cui lo stato interessante e' l'esito di un reato, come lo stupro o l'incesto. La normativa in vigore oggi e' l'esito di una sentenza della Corte costituzionale dell'ottobre 2020 - pubblicata a gennaio 2021 - che ha sancito l'incostituzionalita' dell'aborto in una terza circostanza precedentemente ammessa, ossia quella di grave e irreversibile malformazione o malattia terminale del feto. La legislazione precedente era l'esito del cosiddetto "compromesso sull'aborto", rimasto indiscusso dal 1993. Il Sejm, la camera bassa del Parlamento polacco, era chiamato a discutere in questi giorni una proposta di legge di totale depenalizzazione dell'aborto fino alla dodicesima settimana con l'assenso della gestante e l'esclusione dell'impunibilita' in caso di aborto, sempre con il consenso della donna, per grave e irreversibile malformazione o malattia terminale del feto.
(Agenzia Nova)
Attualmente in Polonia l'interruzione volontaria della gravidanza e' ammessa solamente nel caso di pericolo per la vita della madre e in quello in cui lo stato interessante e' l'esito di un reato, come lo stupro o l'incesto. La normativa in vigore oggi e' l'esito di una sentenza della Corte costituzionale dell'ottobre 2020 - pubblicata a gennaio 2021 - che ha sancito l'incostituzionalita' dell'aborto in una terza circostanza precedentemente ammessa, ossia quella di grave e irreversibile malformazione o malattia terminale del feto. La legislazione precedente era l'esito del cosiddetto "compromesso sull'aborto", rimasto indiscusso dal 1993. Il Sejm, la camera bassa del Parlamento polacco, era chiamato a discutere in questi giorni una proposta di legge di totale depenalizzazione dell'aborto fino alla dodicesima settimana con l'assenso della gestante e l'esclusione dell'impunibilita' in caso di aborto, sempre con il consenso della donna, per grave e irreversibile malformazione o malattia terminale del feto.
(Agenzia Nova)
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