Mercoledì 10 giugno 2026
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Aborto, vescovi: niente comunione a chi vuole lasciare la scelta alla donna

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
I vescovi spagnoli ricordano ai microfoni della Radio Vaticana 'il principio della non ammissione alla Santa Comunione di quanti pubblicamente diano il loro appoggio o il loro voto ad una legge che non protegga in modo adeguato il diritto alla vita di coloro che devono nascere'.
Secondo i vescovi spagnoli, la riforma promossa dal governo Zapatero 'inizia a trattare l'aborto come un diritto della donna, si impone nel sistema educativo la propaganda dell'aborto'. In una dichiarazione trasmessa dall'emittente della Santa Sede, l'Episcopato spagnolo lamenta inoltre che nel testo di legge 'si definisce la salute della donna - che, posta in pericolo, sarebbe una delle ragioni per abortire - come 'benessere sociale', oltre che 'fisico e psichico". Per questi motivi i presuli - rispondendo alle dichiarazioni del presidente del Congresso dei Deputati, Jose' Bono, che ha chiesto alla Chiesa di rispettare la liberta' di coscienza dei parlamentari - hanno ribadito che 'nessuno, che si attenga agli imperativi della ragione, puo' dare il suo appoggio a questa legge e ancor meno i cattolici per coerenza con la loro fede'. In questo caso, affermano i vescovi, 'non e' possibile per i cattolici appoggiare la legge come male minore, invocando l'Enciclica Evangelium Vitae', mentre restano imprescindibili 'le norme della Congregazione per la Dottrina della Fede riguardo a questa materia, norme valide in tutto il mondo, per tutti i cattolici, indipendentemente dall'affiliazione politica'. Dopo l'approvazione della nuova legge gia' sono in atto le prime mobilitazioni: tra queste anche quella della Confederazione cattolica dei genitori e degli alunni, che proporra' ai genitori e ai docenti l'obiezione di coscienza e/o la denuncia davanti ai tribunali se verranno costretti ad insegnare nelle scuole spagnole l'aborto come diritto. Dal canto suo la Federazione spagnola delle Associazioni Pro-Vita ha espresso il proprio rifiuto ad una legge che "nega il diritto alla vita dei piu' indifesi e trasforma in falso diritto l'omicidio, l'abbandono delle donne e il calpestare la liberta' professionale".
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