Abuso di posizione dominante: Telecom ricorre al Consiglio di Stato
Telecom Italia ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che ha confermato le multe per complessivi 22 milioni di euro (20 a Telecom e 2 a Wind) inflitte dall'Antitrust il 3 agosto scorso per abuso di posizione dominante nei mercati all'ingrosso dei servizi di terminazione fisso-mobile. Nel ricorso, apprende Radiocor, si chiede l'annullamento, previa sospensione, del provvedimento dell'Autorita'.
Le sanzioni dell'Antitrust sono arrivate lo scorso agosto, dopo un'istruttoria durata due anni che ha coinvolto, oltre a Tim e Wind, anche Vodafone. Quest'ultima e' uscita dal procedimento dopo avere assunto una serie di impegni vincolanti. Secondo l'Autorita', Telecom Italia (ex Tim) e Wind avrebbero realizzato pratiche discriminatorie nei confronti dei loro concorrenti, applicando alle proprie divisioni commerciali "condizioni tecniche ed economiche per la terminazione delle chiamate fisso-mobile sulle proprie reti piu' favorevoli rispetto a quelle offerte agli altri operatori". Nell'infliggere le multe, l'Antitrust aveva rilevato che "le condotte discriminatorie poste in essere dai due gestori mobili, titolari anche di licenza per fornire servizi di telefonia su rete fissa, erano volte a escludere i concorrenti sia dai mercati all'ingrosso dei servizi di terminazione, sia dal connesso mercato al dettaglio dei servizi di fonia fisso-mobile per la clientela business". A giudizio del Garante della concorrenza e del mercato, le due societa', ostacolando la rivendita di terminazione a livello wholesale, "hanno eliminato qualsiasi forma alternativa di approvvigionamento di terminazione all'ingrosso per i propri concorrenti ed hanno cosi' impedito agli operatori alternativi di formulare offerte retail fisso-mobile alla clientela aziendale in concorrenza con le proprie".
Le sanzioni a Telecom e Wind sono state confermate dal Tar del Lazio lo scorso 29 gennaio. Prima di valutare se presentare ricorso al Consiglio di Stato, Wind attende la pubblicazione delle motivazioni del dispositivo di sentenza con cui il Tribunale amministrativo ha respinto il suo ricorso e quello di Telecom.
Le sanzioni dell'Antitrust sono arrivate lo scorso agosto, dopo un'istruttoria durata due anni che ha coinvolto, oltre a Tim e Wind, anche Vodafone. Quest'ultima e' uscita dal procedimento dopo avere assunto una serie di impegni vincolanti. Secondo l'Autorita', Telecom Italia (ex Tim) e Wind avrebbero realizzato pratiche discriminatorie nei confronti dei loro concorrenti, applicando alle proprie divisioni commerciali "condizioni tecniche ed economiche per la terminazione delle chiamate fisso-mobile sulle proprie reti piu' favorevoli rispetto a quelle offerte agli altri operatori". Nell'infliggere le multe, l'Antitrust aveva rilevato che "le condotte discriminatorie poste in essere dai due gestori mobili, titolari anche di licenza per fornire servizi di telefonia su rete fissa, erano volte a escludere i concorrenti sia dai mercati all'ingrosso dei servizi di terminazione, sia dal connesso mercato al dettaglio dei servizi di fonia fisso-mobile per la clientela business". A giudizio del Garante della concorrenza e del mercato, le due societa', ostacolando la rivendita di terminazione a livello wholesale, "hanno eliminato qualsiasi forma alternativa di approvvigionamento di terminazione all'ingrosso per i propri concorrenti ed hanno cosi' impedito agli operatori alternativi di formulare offerte retail fisso-mobile alla clientela aziendale in concorrenza con le proprie".
Le sanzioni a Telecom e Wind sono state confermate dal Tar del Lazio lo scorso 29 gennaio. Prima di valutare se presentare ricorso al Consiglio di Stato, Wind attende la pubblicazione delle motivazioni del dispositivo di sentenza con cui il Tribunale amministrativo ha respinto il suo ricorso e quello di Telecom.
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