Accesso ai farmaci nei Paesi poveri: i maggiori aiuti da aziende europee
I laboratori farmaceutici europei si sforzano piu' di quelli statunitensi d'aiutare i Paesi poveri ad accedere alle medicine. Lo indica una graduatoria pubblicata il 16 giugno dalla fondazione olandese Access to medicine in collaborazione con l'organo di studi specializzati Innovest.
In testa il britannico GlaxoSmithKline (GSK, numero due mondiale), a notevole distanza dal secondo, il danese Novo Nordisk, un laboratorio di taglia media specializzato nel diabete. Seguono lo svizzero Novartis (numero tre mondiale) e il francese Sanofi-Aventis (quarto al mondo). L'unico statunitense ben piazzato e' Merck, terzo, ma il numero uno mondiale per cifra d'affari, Pfizer, e' solo al diciassettesimo posto.
Se prima le case farmaceutiche non si erano mai preoccupate di favorire i Paesi poveri, i crescenti timori umanitari del Nord (sviluppo sostenibile, terzomondismo, commercio equo...) hanno cominciato a incidere sulla loro attivita' strategica, avvicinandole di piu' ai bisogni del Sud del mondo.
In testa il britannico GlaxoSmithKline (GSK, numero due mondiale), a notevole distanza dal secondo, il danese Novo Nordisk, un laboratorio di taglia media specializzato nel diabete. Seguono lo svizzero Novartis (numero tre mondiale) e il francese Sanofi-Aventis (quarto al mondo). L'unico statunitense ben piazzato e' Merck, terzo, ma il numero uno mondiale per cifra d'affari, Pfizer, e' solo al diciassettesimo posto.
Se prima le case farmaceutiche non si erano mai preoccupate di favorire i Paesi poveri, i crescenti timori umanitari del Nord (sviluppo sostenibile, terzomondismo, commercio equo...) hanno cominciato a incidere sulla loro attivita' strategica, avvicinandole di piu' ai bisogni del Sud del mondo.
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