Accompagnano il figlio in Svizzera e rischiano di essere accusati di omicidio
Si difendono i genitori del ragazzo, giocatore di rugby che, paralizzato, decise di farsi portare in Svizzera e di commettere suicidio nella clinica per il suicidio assistito. Lo hanno aiutato a porre fine ad una vita che lui riteneva "senza piu' dignita' e spaventosa".
I coniugi James sono stati interrogati dagli investigatori di ritorno dalla Svizzera, dove e' avvenuto il decesso del 23enne Daniel.
Il ragazzo, rimasto paralizzato a seguito di un incidente sul campo di rugby 18 mesi fa, ha cercato piu' volte di uccidersi.
La polizia ha inviato il rapporto al Director of Public Prosecutions per eventualmente procedera' all'accusa dei coniugi James, in quanto portarono il figlio in Svizzera.
Entrambi difendono la loro decisione, in quanto era desiderio del figlio quello di porre fine alle proprie sofferenze. "Daniel provo' anche a digiunare, e tento' il suicidio tre volte, quindi la clinica era l'unica soluzione rimasta. Nostro figlio era amato, e noi l'avremo amato cosi' com'era, ma era un suo diritto, come essere umano, e nessuno puo' giudicarlo".
In un allenamento di rugby, nel marzo 2007, Daniel rimase paralizzato, potendo alla fine muovere quasi solo le dita.
I coniugi James sono stati interrogati dagli investigatori di ritorno dalla Svizzera, dove e' avvenuto il decesso del 23enne Daniel.
Il ragazzo, rimasto paralizzato a seguito di un incidente sul campo di rugby 18 mesi fa, ha cercato piu' volte di uccidersi.
La polizia ha inviato il rapporto al Director of Public Prosecutions per eventualmente procedera' all'accusa dei coniugi James, in quanto portarono il figlio in Svizzera.
Entrambi difendono la loro decisione, in quanto era desiderio del figlio quello di porre fine alle proprie sofferenze. "Daniel provo' anche a digiunare, e tento' il suicidio tre volte, quindi la clinica era l'unica soluzione rimasta. Nostro figlio era amato, e noi l'avremo amato cosi' com'era, ma era un suo diritto, come essere umano, e nessuno puo' giudicarlo".
In un allenamento di rugby, nel marzo 2007, Daniel rimase paralizzato, potendo alla fine muovere quasi solo le dita.
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