Accordo con Egitto per regolarizzazione 15mila clandestini
"Un accordo bilaterale" siglato tra l'Egitto e l'Italia prevede la regolarizzazione di 15mila immigrati egiziani in maggioranza già giunti clandestinamente nel nostro paese. E' quanto ha annunciato il ministro del Lavoro egiziano la signora Aisha Abdul Hadi, come ha riferito ieri il quotidiano panarabo al Sharq al Awsat.
Rispondendo all'interrogazione dei deputati in una seduta tenuta ieri dal parlamento del Cairo dedicata al "problema dell'emigrazione clandestina", il ministro ha detto che l'Egitto "ha siglato un'accordo bilaterale con l'Italia per organizzare il flusso migratorio verso di essa", precisando che "la quota destinata all'Egitto è di circa 7mila occasioni di lavoro che è stata utilizzata per regolarizzare lo status dei giovani che sono già emigrati precedentemente e che lavoravano in modo illegale".
Secondo il ministro egiziano, "L'Italia ha annunciato inoltre l'organizzazione di una nuova quota destinata all'Egitto di circa 8mila nuove opportunità di impiego, parte delle quali saranno utilizzati per regolarizzare" clandestini già presenti sul territorio italiano.
La seduta del parlamento del Cairo tenutasi ieri - scrive il quotidiano arabo - per trovare "soluzioni radicali" ai problemi dell'immigrazione clandestina è scaturita a seguito della tragedia del mare che nel mese scorso è costata la vita a 21 immigrati clandestini egiziani naufragati sulle coste italiane.
Proprio ieri, la procura egiziana ha rinviato a giudizio 18 egiziani accusati di "omicidio preterintenzionale" per avere organizzato il viaggio della morte dei clandestini verso l'Italia su "barche insicure".
Tra il governo italiano e quello arabo è stato infatti stipulato un "Accordo di cooperazione in materia di flussi migratori bilaterali per motivi di lavoro", siglato a Il Cairo il 28 novembre 2005 dall'allora ministro Roberto Maroni. Nel testo dell'accordo si prevede che i due governi, al fine di "gestire in modo efficiente i flussi migratori e prevenire la migrazione illegale", si impegnano a facilitare l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoratori migranti da e per l'Egitto. Il governo italiano dal canto suo impegna a valutare l'attribuzione di una speciale quota annuale per lavoratori migranti egiziani. Nel protocollo esecutivo si legge che il ministero del Lavoro e delle politiche sociali italiano comunicheranno all'omologo egiziano i criteri, ai sensi della normativa italiana, per redigere una lista di lavoratori egiziani disponibili a svolgere un'attività lavorativa subordinata anche stagionale in Italia. La lista dovrà essere - si legge - pubblicata sul sito web del ministero del Lavoro italiano.
Per determinare la quota speciale per i lavoratori egiziani si dovrà tenere conto - sottolinea il protocollo - delle condizioni del mercato del lavoro italiano, dei rapporti bilaterali e dei risultati del monitoraggio avviato sull'attuazione dello stesso accordo. Per facilitare i futuri lavoratori egiziani, inoltre, le parti "incoraggeranno i candidati migranti egiziani a frequentare corsi di formazione professionale e di lingua italiana organizzati da enti e organizzazioni italiane sul territorio egiziano". Infine, alle altre condizioni, l'art. 6 del protocollo aggiunge: "I lavoratori migranti devono godere di buone condizioni di salute necessarie all'adempimento delle mansioni che devono svolgere in Italia".
Rispondendo all'interrogazione dei deputati in una seduta tenuta ieri dal parlamento del Cairo dedicata al "problema dell'emigrazione clandestina", il ministro ha detto che l'Egitto "ha siglato un'accordo bilaterale con l'Italia per organizzare il flusso migratorio verso di essa", precisando che "la quota destinata all'Egitto è di circa 7mila occasioni di lavoro che è stata utilizzata per regolarizzare lo status dei giovani che sono già emigrati precedentemente e che lavoravano in modo illegale".
Secondo il ministro egiziano, "L'Italia ha annunciato inoltre l'organizzazione di una nuova quota destinata all'Egitto di circa 8mila nuove opportunità di impiego, parte delle quali saranno utilizzati per regolarizzare" clandestini già presenti sul territorio italiano.
La seduta del parlamento del Cairo tenutasi ieri - scrive il quotidiano arabo - per trovare "soluzioni radicali" ai problemi dell'immigrazione clandestina è scaturita a seguito della tragedia del mare che nel mese scorso è costata la vita a 21 immigrati clandestini egiziani naufragati sulle coste italiane.
Proprio ieri, la procura egiziana ha rinviato a giudizio 18 egiziani accusati di "omicidio preterintenzionale" per avere organizzato il viaggio della morte dei clandestini verso l'Italia su "barche insicure".
Tra il governo italiano e quello arabo è stato infatti stipulato un "Accordo di cooperazione in materia di flussi migratori bilaterali per motivi di lavoro", siglato a Il Cairo il 28 novembre 2005 dall'allora ministro Roberto Maroni. Nel testo dell'accordo si prevede che i due governi, al fine di "gestire in modo efficiente i flussi migratori e prevenire la migrazione illegale", si impegnano a facilitare l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoratori migranti da e per l'Egitto. Il governo italiano dal canto suo impegna a valutare l'attribuzione di una speciale quota annuale per lavoratori migranti egiziani. Nel protocollo esecutivo si legge che il ministero del Lavoro e delle politiche sociali italiano comunicheranno all'omologo egiziano i criteri, ai sensi della normativa italiana, per redigere una lista di lavoratori egiziani disponibili a svolgere un'attività lavorativa subordinata anche stagionale in Italia. La lista dovrà essere - si legge - pubblicata sul sito web del ministero del Lavoro italiano.
Per determinare la quota speciale per i lavoratori egiziani si dovrà tenere conto - sottolinea il protocollo - delle condizioni del mercato del lavoro italiano, dei rapporti bilaterali e dei risultati del monitoraggio avviato sull'attuazione dello stesso accordo. Per facilitare i futuri lavoratori egiziani, inoltre, le parti "incoraggeranno i candidati migranti egiziani a frequentare corsi di formazione professionale e di lingua italiana organizzati da enti e organizzazioni italiane sul territorio egiziano". Infine, alle altre condizioni, l'art. 6 del protocollo aggiunge: "I lavoratori migranti devono godere di buone condizioni di salute necessarie all'adempimento delle mansioni che devono svolgere in Italia".
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