Domenica 7 giugno 2026
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Acli: maggioranza colf vive lontano da famiglia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sei colf su dieci vivono separate da figli e marito, solo una su quattro e' intenzionata a rimanere in Italia, e quattro su dieci mandano in patria almeno la meta' di quanto guadagnano. Questo il quadro che emerge dalla ricerca "Welfare fatto in casa", realizzata dall'Iref (Istituto ricerche educative e formative delle Acli), presentata ieri mattina alla sede nazionale delle Acli, a Roma. Fra gli ospiti del presidente Andrea Olivero il ministro della Famiglia, Rosy Bindi, e Pina Brustolin, responsabile nazionale di Acli colf.
Il dato piu' preoccupante che emerge dalla ricerca e' quello relativo al desiderio delle assistenti familiari di tornare nel proprio paese, sia per le difficolta' relative al ricongiungimento familiare, sia per l'eta' delle donne straniere che arrivano in Italia (la media e' di 40 anni, con figli nel 66% dei casi).
"Questa ricerca- spiega Olivero- ha il pregio di farci incontrare la realta', che non puo' reggere a questo continuo arrangiarsi all'italiana", seppure questo arrangiarsi sia "in parte positivo. Siamo- osserva- in una situazione di forte rischio, sia per la debolezza della famiglia italiana, sia per la fragilita' degli immigrati".
Diverse, dunque, le proposte di Olivero: "Garantire rapporti di lavoro che siano convenienti per tutti: ora, infatti- dice- c'e' una convenienza alla non regolarizzazione sia per gli immigrati, sia per le famiglie, incremento del fondo per la non autosufficienza, reintroduzione del riscatto dei contributi versati eliminato dalla Bossi-Fini, corsi di formazione per le assistenti familiari e un percorso di cittadinanza agevolata".
Sulla stessa linea, l'intervento del ministro Bindi, che si e' trovata d'accordo con le richieste del presidente delle Acli: "Dobbiamo avere molto piu' di 350 milioni di euro per la non autosufficienza- ha ribadito Bindi- servono almeno un miliardo di euro per realizzare una riconversione del sistema socio sanitario che si faccia carico delle famiglie e dei vecchi". Investire sulla non autosufficenza per il ministro e' fondamentale "per liberare risorse per i giovani, questa- avverte Bindi- e' la sfida vera di questo momento, oltre ad essere un fatto di civilta'". D'accordo, Bindi lo e' anche sulla cittadinanza agevolata: "Nessun carabiniere andrebbe a prelevare una badante dentro ad una famiglia- spiega la responsabile del dicastero della Famiglia- finiamola, quindi, con questa ipocrisia, bisogna assolutamente trovare una strada".
Attenzione, pero', a non esagerare: "Fuori da ogni retorica, che non va fatta, dal punto di vista economico le assistenti familiari prendono piu' della media degli stipendi italiani".
Dal rapporto Iref emerge, infatti, che lo stipendio medio per una badante e' di 880 euro, con una media lavorativa di 42 ore settimanali. E' cambiata poi anche la nazionalita' delle assistenti familiari: secondo l'indagine delle Acli la maggior parte delle intervistate e' originaria dell'Europa dell'Est (31%) e dalle repubbliche dell'ex Urss (29%). Le donne cresciute in Unione sovietica sono anche quelle con il titolo di istruzione maggiore, il 54%, infatti, sono laureate. Diminuisce invece il numero delle colf filippine al terzo posto (12%) dopo ucraine (19%) e rumene (17%).
La maggior parte delle intervistate poi e' di fede cristiana (65%) e assiste persone anziane (51%) contro il 17% che si prende cura dei bambini.
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