Acqua gratis per gli indigenti
Cinquanta litri di acqua al giorno gratis e tariffe differenziate in base alle condizioni economiche e all'uso. Così il decreto del presidente del consiglio dei ministri, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del il 18 novembre 2016, in attuazione della legge numero 221 del 2015 (art. 60, comma 1, che incaricava il governo di «fissare i principi e i criteri per garantire l'accesso alla fornitura della quantità di acqua necessaria al soddisfacimento dei bisogni fondamentali, a condizioni agevolate, agli utenti domestici del servizio idrico integrato in condizioni economico-sociali disagiate»). In particolare il decreto prevede che l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) deve determinare, con riferimento al quantitativo minimo vitale d'acqua, una fascia di consumo annuo cui applicare una tariffa agevolata. Inoltre l'Autorità, sempre con riferimento al quantitativo minimo di acqua, deve applicare un bonus acqua a tutti gli utenti domestici residenti, ovvero nuclei familiari, che sono in condizioni di disagio economico sociale. Il bonus è uguale prezzo che l'utente in condizioni economiche disagiate deve pagare ogni anno per il quantitativo minimo vitale determinato a tariffa agevolata.
Sempre l'Aeegsi deve disciplinare:
a) le condizioni di disagio economico sociale che consentono all'utente o al nucleo familiare di accedere al bonus acqua in base all'indicatore della situazione economica equivalente (Isee), in coerenza con gli altri settori dalla stessa regolati;
b) le modalità di accesso, riconoscimento ed erogazione del bonus acqua.
In ogni caso l'agevolazione è riconosciuta direttamente in bolletta dalla data di verifica dei requisiti prescritti, in detrazione dei corrispettivi dovuti per il servizio idrico integrato.
Il decreto inoltre prescrive che l'Aeegsi dovrà garantire sia l'equilibrio economico finanziario della gestione sia la tutela degli utenti. In particolare l'autorità, per determinare le tariffe e regolare il bonus acqua, deve tenere conto dei seguenti criteri:
a) progressività, ossia aumentare il prezzo più che proporzionalmente rispetto alla situazione economica degli utenti, a partire dal consumo eccedente il quantitativo minimo vitale giornaliero;
b) differenziazione dell'uso dell'acqua, nel rispetto del principio del «chi inquina paga»;
c) differenziazione del prezzo per incentivare gli utenti ad utilizzare l'acqua in modo efficiente.
Il decreto sottolinea che il quantitativo limite è stabilito secondo le prescrizioni dell'organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ha individuato in 40 litri a persona al giorno il quantitativo minimo vitale di acqua necessario a garantire una vita umana dignitosa.
Sempre l'Aeegsi deve disciplinare:
a) le condizioni di disagio economico sociale che consentono all'utente o al nucleo familiare di accedere al bonus acqua in base all'indicatore della situazione economica equivalente (Isee), in coerenza con gli altri settori dalla stessa regolati;
b) le modalità di accesso, riconoscimento ed erogazione del bonus acqua.
In ogni caso l'agevolazione è riconosciuta direttamente in bolletta dalla data di verifica dei requisiti prescritti, in detrazione dei corrispettivi dovuti per il servizio idrico integrato.
Il decreto inoltre prescrive che l'Aeegsi dovrà garantire sia l'equilibrio economico finanziario della gestione sia la tutela degli utenti. In particolare l'autorità, per determinare le tariffe e regolare il bonus acqua, deve tenere conto dei seguenti criteri:
a) progressività, ossia aumentare il prezzo più che proporzionalmente rispetto alla situazione economica degli utenti, a partire dal consumo eccedente il quantitativo minimo vitale giornaliero;
b) differenziazione dell'uso dell'acqua, nel rispetto del principio del «chi inquina paga»;
c) differenziazione del prezzo per incentivare gli utenti ad utilizzare l'acqua in modo efficiente.
Il decreto sottolinea che il quantitativo limite è stabilito secondo le prescrizioni dell'organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ha individuato in 40 litri a persona al giorno il quantitativo minimo vitale di acqua necessario a garantire una vita umana dignitosa.
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