Venerdì 5 giugno 2026
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Acquisti moderna distribuzione: -0,7% primi sette mesi. Centromarca

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Nei primi sette mesi dell'anno gli acquisti a volume della totalità dei prodotti confezionati di largo consumo nella moderna distribuzione (da cui transita il 90% circa dei consumi delle famiglie italiane) si sono ridotti del -0,7%. E' quanto anticipa Centromarca sulla base di un'analisi, di fonte Iri, relativa al mese di luglio 2014. Iri rileva inoltre rileva un generale raffreddamento dei prezzi, nei settori alimentare e chimico, ''cui però non corrisponde una ripresa delle vendite a volume''.
Complessivamente, tra il 2007 e il 2013 la spesa media delle famiglie è calata del -10%, mentre il reddito disponibile ha registrato una flessione del -13% pro capite, tornando sui livelli del 1988. La ricchezza reale netta, a fine 2012, ha registrato un calo del -10%: un peggioramento dei bilanci familiari che per intensità e durata non ha precedenti dal Secondo Dopoguerra. "Numeri preoccupanti - sottolinea Roberto Bucaneve, direttore del Centro Studi Centromarca -. Il settore LCC (i prodotti confezionati di largo consumo ndr) già lo scorso anno ha chiuso con un calo del -1,4%, preceduto dal -0,1% del 2012. A questo ritmo il 2014 dovrebbe attestarsi su una contrazione del -0,1%. La performance media è infatti condizionata dall'andamento particolarmente negativo del primo semestre, che non sarà controbilanciato dalla domanda della seconda parte dell'anno". "Il comparto LCC - commenta Angelo Massaro, amministratore delegato di IRI - prosegue nella sua fase di forte turbolenza, collezionando una nuova battuta d'arresto in luglio e confermando la tendenza al calo dei prezzi: -0.9% il dato tendenziale a paniere costante". "La deflazione", rileva Bucaneve, "determinata tra l'altro dalla caduta della domanda e dalla perdita del potere d'acquisto delle famiglie, ha come conseguenza meno ricchezza circolante, più disoccupazione e quindi ancora meno consumi. Una miscela pericolosa, soprattutto in un paese come l'Italia, in cui si registrano chiari segnali di recessione e dove il già ridotto potere d'acquisto potrebbe essere ulteriormente penalizzato da inasprimenti della fiscalità sui consumi o sulle tasse locali non compensati da riduzioni del prelievo da parte dello Stato".
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