Adnkronos: la modifica della legge sulla cittadinanza sarà un percorso a ostacoli
Sara' un percorso ad ostacoli, in commissione Affari costituzionali, quello della modifica della legge sulla cittadinanza. La Lega ribadisce il proprio netto dissenso all'ipotesi di una cittadinanza 'breve', dagli attuali 10 a 5 anni, e ad una prevalenza dello ius soli 'temperato' (e' italiano chi nasce in Italia da genitori stranieri, pur se a determinate condizioni) rispetto allo ius sanguinis. La coppia bipartisan Pd-Pdl, Andrea Sarubbi e il finiano Fabio Granata, cofirmatari della proposta che rilancia il dimezzamento dei tempi e lo ius soli, continua a cercare adesioni al provvedimento non solo tra i parlamentari del Pd e del Pdl ma anche nelle file di Udc e Idv.
Che la matassa sia difficile da sbrogliare lo conferma anche il fatto che la riunione del comitato ristretto della commissione Affari costituzionali e' gia' slittata due volte. E' convocata per giovedi' prossimo, preceduta, domani, da una plenaria della commissione nel corso della quale la relatrice Isabella Bertolini illustrera' la proposta Sarubbi-Granata, depositata l'ultimo giorno utile prima della pausa estiva a fine luglio.
Fin qui il Carroccio ha sempre opposto un 'no' deciso alle ipotesi formulate nella proposta bipartisan, che pure contiene quel 'test di naturalizzazione' cui la stessa Lega mira con le proposte di legge presentate dal capogruppo a Montecitorio Roberto Cota e da Andrea Gibelli. Un compromesso, tuttavia, puo' essere possibile, mettendo su un piatto della bilancia lo stesso test di naturalizzazione e sull'altro una 'corsia preferenziale' per i minori che, ultimato il ciclo di studi di elementari e medie, possono ottenere la cittadinanza italiana.
Anche la spinosa questione del dimezzamento dei tempi potrebbe trovare soluzione in un compromesso. Una soluzione piu' 'tecnica' rispetto alla scelta tra ius soli, se pur temperato, e lo ius sanguinis. Per il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano una delle possibili ipotesi potrebbe essere quella di intervenire per via amministrativa, lasciando inalterato il termine dei 10 anni ma garantendo procedure ben piu' snelle rispetto a quelle attuali, che finiscono col protrarre di due o tre anni, per lungaggini burocratiche, il processo che porta alla cittadinanza.
La Lega sembra oggi inamovibile sul limite dei 10 anni, ma anche dal Carroccio giungono suggerimenti 'tecnici', come quello di Manuela Dal Lago, componente della commissione Affari costituzionali della Camera: "allo scadere dell'ottavo anno di residenza regolare in Italia -spiega all'ADNKRONOS- si potrebbe dare il via alle verifiche del caso per garantire che la cittadinanza possa essere effettivamente ottenuta entro il termine dei 10 anni fissato per legge".
"L'importante -dice all'ADNKRONOS Andrea Sarubbi- e' che vi siano tempi certi per la cittadinanza. E' logico che, in quanto promotori dell'iniziativa di legge che prevede il dimezzamento dei tempi, auspichiamo che le forze presenti in Parlamento possano convergere sull'ipotesi dei 5 anni, ma sarebbe comunque importante garantire tempi certi".
Sarubbi predica "equilibrio e cautela": non servono, dice, 'guerre di religione'. Occorre, piuttosto, ragionare e alimentare un confronto costruttivo anche con la Lega. Del resto, osserva l'esponente del centrosinistra, per gli adulti le proposte di riforma all'esame del Parlamento chiedono di portare a termine "un processo ben definito, che vede nella cittadinanza il suo culmine, ma che passa per una serie di tappe non secondarie: il test di conoscenza della lingua e della cultura italiana, il reddito minimo, lo stesso giuramento sulla Costituzione".
Per qualche esponente della Lega, tuttavia, e' possibile che per rasserenare il clima nel centrodestra sia necessario ricorrere ad un vertice di maggioranza per trovare la sintesi ed evitare cosi' un confronto troppo aspro in commissione. La situazione attuale, infatti, rende poco praticabile l'ipotesi di un testo unificato. Solo domani, dopo l'intervento della relatrice Isabella Bertolini, si potra' capire se sara' possibile adottare un testo base o se si dovra' seguire la strada degli emendamenti ai testi presentati.
Il tema della cittadinanza e' legato a quello dell'elettorato attivo e passivo. Un argomento sul quale la Lega intende 'vigilare', soprattutto quando si parla di elezioni amministrative. Ma proprio perche' i minori non votano, l'ipotesi di una 'corsia preferenziale' per loro potrebbe rappresentare una via di compromesso tra le parti.
Che la matassa sia difficile da sbrogliare lo conferma anche il fatto che la riunione del comitato ristretto della commissione Affari costituzionali e' gia' slittata due volte. E' convocata per giovedi' prossimo, preceduta, domani, da una plenaria della commissione nel corso della quale la relatrice Isabella Bertolini illustrera' la proposta Sarubbi-Granata, depositata l'ultimo giorno utile prima della pausa estiva a fine luglio.
Fin qui il Carroccio ha sempre opposto un 'no' deciso alle ipotesi formulate nella proposta bipartisan, che pure contiene quel 'test di naturalizzazione' cui la stessa Lega mira con le proposte di legge presentate dal capogruppo a Montecitorio Roberto Cota e da Andrea Gibelli. Un compromesso, tuttavia, puo' essere possibile, mettendo su un piatto della bilancia lo stesso test di naturalizzazione e sull'altro una 'corsia preferenziale' per i minori che, ultimato il ciclo di studi di elementari e medie, possono ottenere la cittadinanza italiana.
Anche la spinosa questione del dimezzamento dei tempi potrebbe trovare soluzione in un compromesso. Una soluzione piu' 'tecnica' rispetto alla scelta tra ius soli, se pur temperato, e lo ius sanguinis. Per il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano una delle possibili ipotesi potrebbe essere quella di intervenire per via amministrativa, lasciando inalterato il termine dei 10 anni ma garantendo procedure ben piu' snelle rispetto a quelle attuali, che finiscono col protrarre di due o tre anni, per lungaggini burocratiche, il processo che porta alla cittadinanza.
La Lega sembra oggi inamovibile sul limite dei 10 anni, ma anche dal Carroccio giungono suggerimenti 'tecnici', come quello di Manuela Dal Lago, componente della commissione Affari costituzionali della Camera: "allo scadere dell'ottavo anno di residenza regolare in Italia -spiega all'ADNKRONOS- si potrebbe dare il via alle verifiche del caso per garantire che la cittadinanza possa essere effettivamente ottenuta entro il termine dei 10 anni fissato per legge".
"L'importante -dice all'ADNKRONOS Andrea Sarubbi- e' che vi siano tempi certi per la cittadinanza. E' logico che, in quanto promotori dell'iniziativa di legge che prevede il dimezzamento dei tempi, auspichiamo che le forze presenti in Parlamento possano convergere sull'ipotesi dei 5 anni, ma sarebbe comunque importante garantire tempi certi".
Sarubbi predica "equilibrio e cautela": non servono, dice, 'guerre di religione'. Occorre, piuttosto, ragionare e alimentare un confronto costruttivo anche con la Lega. Del resto, osserva l'esponente del centrosinistra, per gli adulti le proposte di riforma all'esame del Parlamento chiedono di portare a termine "un processo ben definito, che vede nella cittadinanza il suo culmine, ma che passa per una serie di tappe non secondarie: il test di conoscenza della lingua e della cultura italiana, il reddito minimo, lo stesso giuramento sulla Costituzione".
Per qualche esponente della Lega, tuttavia, e' possibile che per rasserenare il clima nel centrodestra sia necessario ricorrere ad un vertice di maggioranza per trovare la sintesi ed evitare cosi' un confronto troppo aspro in commissione. La situazione attuale, infatti, rende poco praticabile l'ipotesi di un testo unificato. Solo domani, dopo l'intervento della relatrice Isabella Bertolini, si potra' capire se sara' possibile adottare un testo base o se si dovra' seguire la strada degli emendamenti ai testi presentati.
Il tema della cittadinanza e' legato a quello dell'elettorato attivo e passivo. Un argomento sul quale la Lega intende 'vigilare', soprattutto quando si parla di elezioni amministrative. Ma proprio perche' i minori non votano, l'ipotesi di una 'corsia preferenziale' per loro potrebbe rappresentare una via di compromesso tra le parti.
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