Domenica 7 giugno 2026
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Adnkronos: pochi, pochissimi gli scienziati candidati dai partiti

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Pochi, davvero pochi gli scienziati nelle liste dei candidati che si presentano alle prossime elezioni politiche. La ricerca, internazionalmente considerato vero volano per lo sviluppo di un Paese, basti solo pensare che e' anche dalla fisica che si e' arrivati ai cellulari, sembra non appassionare i partiti. Da una ricognizione con portavoci e rappresentati dei partiti, non sembrano infatti trovare conferma molte candidature provenienti dalle scienze e dalla ricerca scientifica in senso stretto.

Ma, nonostante questa penuria, molte sono invece le iniziative e le proposte che si stanno muovendo nel mondo della ricerca, per dare voce e forza al settore nel futuro Parlamento. Ecco chi sono i piu' noti candidati scienziati, che hanno tutti un minimo comune denominatore: per i fondi alla scienza puntare alla meritocrazia. Nel panorama dei candidati, se si guarda ai calibri internazionali e con gia' alle spalle esperienze politiche, tra gli scienziati ad essere cooptati per le elezioni sono stati l'oncologo Umberto Veronesi ed il pioniere dei trapianti Ignazio Marino che si presentano con il Pd.

Esperienza di governo anche per il ministro uscente per le Riforme e l'Innovazione nella P.A., Luigi Nicolais, candidato per il Pd in Campania, ordinario di Tecnologie dei Polimeri presso l'Universita' degli Studi di Napoli "Federico II". Sempre nelle fila del Pd corre Giovanni Bachelet, fisico della materia le cui ricerche hanno ottenuto il prestigioso traguardo di circa quattromila citazioni. Per il Pdl, invece, una new entry della politica e' l'ingegnere aerospaziale Sergio Vetrella, ex presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana e a capo del Cira, il Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali.
Nello scenario degli scienziati che corrono per le prossime politiche, l'oncologo Umberto Veronesi e' uno dei ritorni alla politica piu' prestigiosi dal punto di vista scientifico. Ex Ministro della Sanita' nel 2000 nel governo presieduto da Giuliano Amato, Veronesi e' indiscutibile leader fra i maggiori studiosi e ricercatori internazionali nel campo dei tumori, fra i primi al mondo per le ricerche sul cancro della mammella. Alle elezioni politiche dell'aprile 2008, Veronesi sara' capolista in Lombardia nelle liste del Partito Democratico ed ha deciso di candidarsi al Senato.

Il suo ritorno in politica e' stato accolto da un coro di consensi ma anche di polemiche per le sue idee sull'etica, sull'eutanasia, sulle droghe. Sue creature la Fondazione Umberto Veronesi, l'Istituto Europeo di Oncologia, l'Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori, l'Associazione Italiana Ricerca Cancro.
Di lui, dei suoi libri, delle sue idee sulla scienza, sulla vita e anche sulla morte i giornali non hanno mai risparmiato spazio.

Sempre per il Pd corre Ignazio Marino, medico chirurgo, Presidente della XII Commissione igiene e sanita' del Senato della Repubblica nella XV Legislatura. Del senatore Marino sono i primati del primo trapianto di fegato su un babbuino e del primo trapianto di rene su un sieropositivo in Italia. Tra le sue attivita' in Italia, nel 1997 ha fondato l'Ismett a Palermo, il primo centro trapianti di fegato in Sicilia, grazie a un rapporto di collaborazione fra l'University of Pittsburgh Medical Center e il governo italiano, di cui e' stato il direttore e l'amministratore delegato.
Ignazio Marino conta una casistica personale di oltre 650 trapianti ed e' autore di 629 pubblicazioni e di 3 libri scientifici. Nel 2005 ha pubblicato un saggio per la collana Le Vele di Einaudi intitolato 'Credere e curare', che tratta della professione di medico e dell'influsso che su questo mestiere ha la fede intesa anche come credo religioso ma soprattutto come passione, solidarieta' ed empatia verso gli altri. Proprio ieri, sabato 15 marzo, Ignazio Marino ha inaugurato il suo comitato elettorale a Piazza San Cosimato, nel cuore di Trastevere, dando il via alla campagna elettorale per il Senato.

Riguardo l'appello dei ricercatori che i fondi per la ricerca scientifica vengano assegnati in base al metodo del peer review (giudizio tra pari), l'unico in grado di garantire che le risorse siano attribuite in base a criteri meritocratici e trasparenti, Marino, dal suo sito, ricorda di avere lui stesso promosso un provvedimento che assegna parte dei fondi per la ricerca a giovani ricercatori under 40, attraverso la creazione di una commissione di scienziati, anch'essi under 40, composta da 5 ricercatori italiani e 5 stranieri.

Anche il ministro per le Riforme e l'Innovazione nella P.A., Luigi Nicolais, si presenta agli elettori con un curriculum scientifico di tutto rispetto. Suoi oltre 20 brevetti e 400 lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali, Nicolais, che e' professore aggiunto presso le Universita' del Connecticut e di Washington a Seattle negli Stati Uniti, e' tra i 63 Ricercatori Italiani piu' citati nel mondo e nel 2006 gli viene conferita l'onorificenza dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana quale componente del "Gruppo 2003 per la Ricerca Scientifica", firmatario del "Manifesto del Gruppo 2003: per una rinascita della ricerca scientifica in Italia".
"Bisogna attivare una controtendenza nella formazione scientifica italiana, puntare sui giovani e portare fin negli asili nido la metodologia scientifica" afferma all'Adnkronos Nicolais che, in caso di ritorno al Governo, ammette: "Si' mi piacerebbe fare il ministro della Ricerca". L'ultimo studio del candidato Giovanni Bachelet del Pd, invece, riguarda un superconduttore simile alla grafite che ricade in un campo di interesse fondamentale perche', spiega, "chi riesce ad ottenere un materiale superconduttivo a temperature non troppo basse cambia la tecnologia del mondo, oltre a vincere il Nobel".

Ma per ora, sottolinea Bachelet, "penso a correre per le elezioni. E non e' la mia prima esperienza". Nel '96, infatti, Bachelet, figlio del magistrato Vittorio Bachelet assassinato dalle Br, e' stato candidato dell'Ulivo contro Gianfranco Fini al collegio XXIV di Roma, dove, dice, ha "perso con onore": 41mila voti contro i 49mila del leader di An. "Spero -continua il fisico Bachelet legato alla corrente di Rosy Bindi- di portare in Parlamento le mie competenze di scienziato. Di questo governo, nel mio settore, apprezzo come Mussi sia riuscito a cambiare le regole di ingaggio della presidenza del Cnr a capo del quale oggi c'e' Luciano Maiani, scienziato di piano internazionale".

"Pochi in parlamento conoscono i meccanismi della ricerca scientifica -aggiunge ancora- e al prossimo governo chiedo dirigenti scelti per merito". Dalle attivita' spaziali alla politica e' invece il "grande passo" che vuole affrontare l'ex presidente dell'Asi, Sergio Vetrella, che corre con il Pdl. "Se guardo al panorama italiano dei giovani -dice- vedo disagio nella scuola e nell'universita'. In questi campi vorrei incidere".
"Vado in Senato per dare voce ai ricercatori italiani. Il paese si puo' risollevare solo con una ricerca di alto livello" dice l'ingegnere aerospaziale Vetrella che, forte delle sue esperienze internazionali nelle attivita' spaziali, come presidente dell'Asi ha portato a casa molti contratti bilaterali Italia-Nasa, sottolinea: "Cerchero' di lavorare per il recupero delle nostre imprese che devono avere certezza nei provvedimenti e velocita' d'azione. La lentezza burocratica va fermata". "In politica -conclude- dobbiamo portare una mentalita' ingegneristica con la quale procedere dritto agli obiettivi e una mentalita' aerospaziale per sognare iniziative che sembrano impensabili ma che, nel mio campo, sono state raggiunte: Penso al sogno del veicolo robot senza pilota che poi e' stato realizzato dal Cira".

E mentre i candidati scienziati discutono dei loro obiettivi, il mondo della scienza fa sentire chiara e forte la sua voce. In oltre 10mila hanno firmato l'appello per la stabilizzazione in Finanziaria del 5 per mille dell'Irpef alla ricerca, lanciato dall'Assessore alla Programmazione, ricerca e innovazione della Provincia di Trento, Gianluca Salvatori, sul suo blog di Nova100 del 'Il Sole 24 Ore'. Nomi come Renato Dulbecco, Margherita Hack, Rita levi Montalcini, Carlo Rubbia e Umberto Veronesi, per citare solo i primi firmatari dell'appello rivolto al Governo, hanno cosi' visto aderire alla loro proposta migliaia di frequentatori del blog di Salvatori.

E l'Assessore, raggiunto telefonicamente in Canada, interviene cosi' sugli obiettivi dei candidati scienziati: "In Italia abbiamo una percezione del ruolo dei ricercatori molto lontana dagli altri paesi industrializzati. La ricerca e' fatta di talenti, di persone che se non hanno una legittimazione sociale, non possono fare sistema".
Salvatori, quindi, taglia corto: "All'estero i ricercatori hanno una voce, da noi sono muti". "In un Paese normale -aggiunge- sarebbero legittimati comunque, ma da noi e' importante una rappresentanza in Parlamento". "Quando e' partita la decisione dei dedicare il 5 per mille alla ricerca -ricorda ancora- due italiani su tre hanno deciso di mettere la crocetta. E anche noi amministratori locali non possiamo non tenerne conto e dobbiamo stringere alleanze e concretizzare attivita' perche' questo settore decolli in Italia".

Legittimita', meritocrazia nella spartizione dei finanziamenti, ma anche nuovi modi per fare affluire soldi alla ricerca italiana.
Tutto questo, e molto ancora, chiedono ai candidati e al nuovo governo gli scienziati italiani. A raccogliere le loro parole e proposte e' Antonello Pasini, fisico teorico e scienziato del Cnr, che, sul suo blog di Nova100 'il Kyoto fisso', martedi' prossimo apre un dibattito fra i ricercatori sul futuro scenario politico italiano, dando spazio alle loro idee. "Uno dei primi a scrivermi -anticipa Pasini- e' stato il fisico Carlo Bernardini di cui martedi' pubblico un'interessante proposta su come fare affluire fondi alla ricerca dalle Fondazioni bancarie".

Ma ai candidati in gara per il prossimo Governo Pasini vuole far sapere anche come "lo scienziato cognitivista del Cnr, Raffaele Calabretta, nei suoi studi sulle emozioni ha dimostrato che davvero non sono solo i soldi a fare la felicita', ma la partecipazione attiva alle decisioni pubbliche e sociali in un sistema democratico, lanciando la proposta di istituire, dopo le primarie, anche le 'doparie'". "Si tratta -spiega Pasini- di istituire consultazioni post voto sui temi di maggiore interesse per la societa' civile da sottoporre all'approvazione dei cittadini". "Per quanto mi riguarda, infine, al governo che verra'  chiedo di realizzare un importante progetto di divulgazione scientifica nelle scuole. Solo partendo dai ragazzi si puo' finalmente formare una vera coscienza scientifica nel Paese". (Adnkronos)
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