Sabato 6 giugno 2026
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1 adulto su 2 e' sovrappeso. Ricerca mondiale

MONDO
Notizia ·
640 milioni di obesi, 1,5 chilogrammi di aumento del peso medio della popolazione mondiale ogni dieci anni dagli anni '80: sono le ultime drammatiche cifre sull'avanzare della "piaga" obesita' nel mondo, messe nero su bianco all'inizio del mese da una delle piu' autorevoli riviste medico-scientifiche internazionali, The Lancet. "Viene quasi da dire: era ora", commenta Paolo Sbraccia, Presidente della SIO-Societa' italiana dell'obesita'. "Ancora troppo spesso si considera l'obesita' una condizione estetica e non una vera e propria malattia", prosegue. "L'obesita' e' causa, in primis, di aumentato rischio di diabete di tipo 2, quindi di malattie cardiovascolari e di alcune forme di tumore; essere sovrappeso od obesi riduce il benessere psicologico, determina un impatto negativo sulla funzionalita' fisica, con diminuzione della capacita' di compiere anche le piu' semplici attivita' quotidiane, e sulla funzionalita' sociale, con depressione, distress, cattiva qualita' di vita," aggiunge Sbraccia. Al tema dell'obesita' e' dedicato l'Italian Barometer Diabetes Report 2015, dal titolo "Il management dell'obesita' e del diabete di tipo 2: le sfide da vincere", presentato questa mattina a Roma. "Il Barometer Report e' un documento pubblicato annualmente con l'obiettivo di attivare il confronto e le riflessioni istituzionali sui grandi temi che riguardano il diabete e l'obesita' nel nostro Paese, sulle grandi sfide che queste patologie comportano in termini di sostenibilita' e accesso alle cure", spiegano gli editor Renato Lauro, Presidente di IBDO Foundation-Italian Barometer Diabetes Observatory, e Giuseppe Novelli, Rettore dell'Universita' di Roma "Tor Vergata".
Il rapporto 2015, come chiarisce il suo curatore, Domenico Cucinotta, Past President dell'Associazione medici diabetologi e professore di medicina interna all'Universita' di Messina, si propone di esaminare, grazie al contributo di personalita' istituzionali e di qualificati esperti del settore, la questione "obesita'" nelle sue mille sfaccettature - epidemiologiche, cliniche, sociali - "nella convinzione che la stretta sinergia tra autorita' regolatorie e mondo della ricerca e della clinica sia un requisito indispensabile per attuare un efficace intervento di prevenzione dell'obesita' e del diabete mellito, necessario per arginare il fenomeno". Alla base del problema sta, infatti, paradossalmente, il progredire tecnologico e sociale dell'Umanita': i cambiamenti di stile di vita, la modernizzazione. Ricorda ancora Cucinotta: "e' stato persino individuato e messo a punto da ricercatori nordamericani un indice - il modernization index - che si e' dimostrato un forte predittore dello sviluppo di obesita' e di diabete nelle popolazioni a rischio. Viene calcolato in base al tipo e al numero di oggetti-simbolo di questi cambiamenti di cui si e' in possesso: frigorifero, telefono, televisore, automobile, lavatrice, cellulare, internet, lettore DVD, e altro."
Come facilmente immaginabile, l'Italia non e' immune da tutto questo. Ecco alcuni numeri ripresi dall'Italian Barometer Diabetes Report 2015. Prevalenza sovrappeso/obesita' - la prevalenza di eccesso ponderale, ossia la percentuale di persone sovrappeso sulla popolazione residente, fra gli uomini al di sopra dei 20 anni si attesta su una percentuale di poco inferiore al 60% nel nostro Paese, una condizione migliore di altri partner europei, piu' o meno ampiamente sopra questa soglia: Grecia, Regno Unito, Irlanda, Germania, Portogallo, Spagna e Finlandia. Fra le donne nella stessa fascia di eta' la prevalenza supera il 50% in diversi paesi, mentre in questo caso l'Italia risulta fra le nazioni con prevalenza piu' bassa, di poco al di sopra del 40%. Di converso, fra i giovani di sesso maschile al di sotto dei 20 anni l'Italia rappresenta una delle nazioni con prevalenza piu' elevata, (30%), mentre fra le ragazze la percentuale e' di poco inferiore al 20%. Trend temporale sovrappeso/obesita' - i dati piu' recenti ISTAT, relativi al 2013, documentano fra il 2001 e il 2010 una crescita di circa 2 milioni del numero di persone in sovrappeso e di oltre 1 milione per le persone francamente obese, per un totale di oltre 27 milioni di persone in eccesso ponderale. L'obesita' e' cresciuta in tutte le fasce di eta' e, sempre ISTAT, evidenzia una piu' elevata prevalenza di obesita' fra i 55 e i 74 anni di eta'. Prevalenza diabete - l'obesita' rappresenta la causa principale di diabete di tipo 2. In presenza di obesita', il rischio di sviluppare il diabete e' 10 volte piu' alto. Non stupisce quindi che obesita' e diabete vadano di pari passo. In Italia oggi sono 3,6 milioni le persone affette da diabete - di cui oltre il 90% con diabete di tipo 2 - pari al 6,2% della popolazione. A queste va aggiunta una quota di persone che, pur avendo la malattia, non ne e' a conoscenza; si stima che per ogni tre persone con diabete noto, ce ne sia una con diabete non diagnosticato. Inoltre, si stima che per ogni persona con diabete noto, vi sia almeno una persona ad alto rischio di svilupparlo, perche' affetta da ridotta tolleranza al glucosio o alterata glicemia a digiuno. Questo implica che in Italia oggi siano quasi 5 milioni le persone con diabete, cui si aggiungono 3,6 milioni ad alto rischio di svilupparlo, per un totale di quasi 8,5 milioni tra persone con diabete e persone a rischio: quasi 1 italiano su 7. Trend temporale diabete - ancora, si stima che il numero di persone affette da diabete nel mondo sia cresciuto da 171 milioni nel 2000 a 415 milioni nel 2015 e raggiungera' i 642 milioni nel 2040. In Italia, secondo ISTAT, nel 2000 risultava diabetico il 3,9% della popolazione, poco piu' di 2 milioni di persone, diventate quasi 3 milioni (4,6% della popolazione) nel 2011. Se la crescita della prevalenza della malattia continuera' ai ritmi attuali, entro 20 anni potrebbero essere oltre 6 milioni (9% della popolazione totale) le persone affette da diabete, con enormi implicazioni assistenziali, sociali ed economiche.
"Visti questi dati di scenario e di trend, e l'esperienza degli ultimi 50 anni, una speranza concreta per l'Uomo risiede nella pianificazione urbana. Numerose osservazioni mettono in rapporto tra loro parte dei miglioramenti avvenuti per la mortalita' e morbosita' in alcuni paesi altamente urbanizzati, come Giappone, Svezia, Paesi Bassi e Singapore, attribuiti ai determinanti potenzialmente salutari delle moderne citta' di questi stati," dice Walter Ricciardi, Presidente dell'Istituto superiore di sanita'. "Un ruolo importante nel limitare la prevalenza delle malattie croniche e' svolto da una corretta pianificazione urbana, che preveda la possibilita' di costruire aree verdi per l'attivita' fisica. Gli abitanti delle citta' risultano piu' attivi quando il circondario dei luoghi di vita e' percepito come sicuro, esteticamente gradevole e dotato di spazi verdi e 'situazioni urbane' capaci di incentivare il movimento, con impatti positivi su riduzione del rischio cardiovascolare e longevita'. Al contrario, l'assenza di servizi di base raggiungibili incentiva l'utilizzo dei veicoli privati, generando una dipendenza da auto e motoveicoli che impatta negativamente sul benessere, psicologico e sociale, della persona, sul traffico e sul livello di inquinamento atmosferico e acustico," conclude. 
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