Afghanistan. Aids e droghe: una bomba ad orologeria
L'Afghanistan ha solo tre morti di Aids ufficialmente registrati, ma le migliaia di afghani che si 'bucano' costituiscono una sorta di 'bomba a orologeria' sanitaria. Lo hanno affermato oggi l'Onu e il Consiglio di Senlis, un circolo di riflessione sulla droga. La malattia resta limitata in Afghanistan, dove il ministero della Sanita' registra solo 35 casi di sieropositivita' e, appunto, tre morti, secondo quanto precisa il Fondo Onu per la popolazione (Unfpa) in un comunicato diffuso in occasione della Giornata mondiale sull'Aids. Ma l'Unfpa stima tra 700 e 800 il numero reale delle persone contagiate nel Paese. "Se il problema non viene affrontato fin da oggi, puo' andare fuori controllo, Bisogna agire appena possibile". Secondo il Consiglio di Senlis, la presenza in Afghanistan -primo produttore mondiale di oppio, materia prima dell'eroina- di un milione di consumatori di droghe diverse, e di almeno 7.000 eroinomani per iniezione, aggiunta alla carenza di materiale e centri medici, puo' sfociare in una 'epidemia incontrollabile'. "In materia di Aids, l'Afganistan e' seduto su una bomba a orologeria", avverte il direttore del Consiglio di Senlis, Emmanuel Reinert. "E presto sara' troppo tardi se lasciamo che l'epidemia si sviluppi senza fare nulla. Possiamo ancora impedirlo".ADUC è indipendente
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