Afghanistan. Allarme Onu: fuori controllo la coltivazione di papavero
La produzione di oppio in Afghanistan è "fuori controllo". Lo ha annunciato l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc), che ha aggiunto che i proventi sono utilizzati per finanziare la guerriglia talebana.L'Unodc, ha indicato la portavoce Preeta Bannerjee, ha esortato le truppe Nato e afgane ad attaccare i laboratori di eroina, i bazar dell'oppio e i convogli che ha trasportano le sostanze stupefacenti.
La produzione di oppio in Afghanistan è aumentata del 59 per cento nel 2006 fino a un record di 165mila ettari: secondo i dati Onu, rappresenta il 92 per cento dell'oppio mondiale. "Si può dire che l'Afghanistan sia quasi fuori controllo", ha affermato Bannerjee. Per contrasto, la coltivazione di papavero da oppio nel "Triangolo d'oro" del sudest asiatico -Laos, Myanmar e Thailandia- è diminuita del 29 per cento quest'anno e si è attestata a 24.160 ettari.
Bannerjee ha sottolineato gli sforzi congiunti delle organizzazioni dell'Onu e delle agenzie umanitarie per aiutare gli agricoltori a trovare coltivazioni alternative, sostegno che ha consentito di ridurre i livelli di produzione dal 1998 dell'85 per cento. "L'Afghanistan sta in pratica fornendo l'oppio mondiale", ha osservato il portavoce Unodc, "Ci sono inoltre prove che il Paese è sempre più schiavo del suo oppio".
L'agenzia ha indicato che quasi tre milioni di persone sono coinvolte in questa attività, cifra che rappresenta il 12,6 per cento della popolazione afgana, e che i ricavi generati dai raccolti quest'anno dovrebbero superare i tre miliardi di dollari Usa (circa 2,4 miliardi di euro). Gli agricoltori locali vendono i loro raccolti ai talebani, che li rivendono e si finanziano grazie alle entrate.
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