Lunedì 8 giugno 2026
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Afghanistan. Ammiraglio Mullen (Usa): un fallimento totale la guerra alla droga

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La lotta contro la droga promossa dalle forze armate straniere in Afghanistan non ha fruttato "quasi alcun successo" da otto anni a questa parte, malgrado i notevoli sforzi della Nato negli ultimi mesi. Lo ha riconosciuto il capo di stato maggiore interforze degli Stati Uniti, l'ammiraglio Michael Mullen.

"La droga finanzia chiaramente la guerriglia, lo sappiamo" e "strategicamente, reputo che occorra eliminarla", ma "noi non abbiamo ottenuto quasi alcun successo nel corso degli ultimi sette od otto anni, compreso questo", ha affermato durante un'audizione al Congresso. Nell'ottobre 2008, i Paesi della Nato sono alla fine riusciti a mettersi d'accordo per colpire per la prima volta in Afghanistan il traffico di eroina che finanzia i talebani, autorizzando la forza internazionale posta sotto comando dell'alleanza atlantica, l'Isaf, ad agire contro i trafficanti e i loro impianti.

"Le recenti norme che disciplinano il combattimento ci hanno permesso di prendere di mira i laboratori e le persone collegate, si tratta di un passo nella giusta direzione, ma sarà molto difficile avere un impatto senza una strategia globale", ha commentato l'ammiraglio. Nel dettaglio, ha menzionato la necessità di offrire alla popolazione una "coltivazione alternativa" a quella del papavero in Afghanistan, che rappresenta il 90 per cento della produzione mondiale di oppio ed eroina. "E' un elemento chiave della strategia" per l'Afghanistan del presidente Barack Obama, ha affermato. "Dobbiamo compiere uno sforzo concertato, non soltanto gli Stati Uniti, ma anche la Comunità internazionale", ha concluso. Secondo il segretario alla Difesa americano Robert Gates, la droga prodotta in Afghanistan finanzia i talebani per una cifra che oscilla tra i 60 e gli 80 milioni di dollari all'anno.

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