Venerdì 5 giugno 2026
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Afghanistan. Ancora divergenze nella Nato sulla strategia antidroga

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Futuro della missione in Afghanistan, lotta ai narcotrafficanti talebani e invio di navi militari per contrastare i pirati a largo delle coste somale. Sono questi i temi che hanno impegnato i 26 ministri della Difesa dei paesi della Nato, riuniti da ieri a Budapest per un incontro informale di due giorni. Oggi si parlera' invece di Georgia e piu' in generale del futuro dell'alleanza. I membri della Nato hanno confermato oggi il loro impegno alla missione in Afghanistan, assicurando la collaborazione necessaria alle operazione delle forze Isaf, ma non e' ancora chiaro se si accogliera' la richiesta degli Stati Uniti di aumentare le truppe. Alcuni paesi, come la Germania e la Francia, hanno gia' deciso l'invio di altri militari, ma Washington chiede un incremento di altri 12.000 soldati. Il ministro italiano Ignazio La Russa ha confermato l'appoggio italiano, ricordando il recente invio di quattro aerei Tornado e di un gruppo di carabinieri per addestrare le forze di polizia afghane. Gli alleati della Nato hanno anche discusso della possibilita' di combattere il traffico di droga in Afghanistan, cercando di annientare una delle principali forme di finanziamento dei gruppi ribelli. Secondo il Segretario alla Difesa americano, Robert Gates, i talebani raccoglierebbero tra i 60 e gli 80 milioni di dollari all'anno grazie al commercio di oppio ed eroina e l'Afghanistan da solo concentra il 90 per cento del commercio mondiale di queste sostanze. Ma la proposta di combattere direttamente il fenomeno, inviando truppe specializzate e distruggendo le coltivazioni, ha sollevato i dubbi di molti stati membri che hanno invece proposto di dare piu' semplicemente un supporto alle forze afghane coinvolte nella lotta al narcotraffico. La Russa, uno dei ministri contrari al coinvolgimento diretto delle forze Isaf e promotore della proposta contro il narcotraffico, ha sottolineato che "sarebbe piu' opportuno lasciar gestire il delicato compito alle autorita' afghane". Nell'ottica piu' generale di riorganizzare la missione Isaf in Afghanistan, il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, ha detto chiaramente all'alleanza che "servono piu' fondi, nonostante la crisi finanziaria che sta investendo il mondo occidentale". Una richiesta necessaria per garantire il successo della missione, ma che molti ministri credono difficile da accontentare. Intanto e' arrivata oggi la decisione dei 26 membri di inviare navi militari della Nato a largo delle coste somale per contrastare il crescente fenomeno degli attacchi dei pirati alle imbarcazioni internazionali. L'operazione, alla quale partecipera' anche la nave italiana Durand de la Penne che attualmente comanda la forza navale della Nato, partira' tra due settimane e prevede l'invio di sette navi che affiancheranno quelle americane, quelle russe e quelle di alcuni paesi europei. Domani si iniziera' a discutere della situazione in Caucaso e del possibile ingresso della Georgia nell'alleanza. Un'eventualita' a cui gli Stati Uniti sono molto favorevoli, ma che, dopo la guerra con la Russia, non convince alcuni membri della Nato. I ministri discuteranno anche della trasformazione dell'organizzazione, parlando concretamente di spese militari, investimenti e possibili cambiamenti strategici.   
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