Lunedì 8 giugno 2026
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Afghanistan. Ci vuole una nuova conferenza per uscire dalla narco-economia

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L'Afghanistan avra' bisogno di una nuova conferenza internazionale per sostenere ancora la sua rinascita ostacolata da minacciosa poverta' e miliardaria economia della droga. Lo hanno detto oggi a Bruxelles il rappresentante civile della Nato in Afghanistan, Hikmet Cetin, ed il ministro afghano anti-narcotici, Habibullah Qaderi, in una conferenza stampa al quartier generale dell'Alleanza atlantica.
"Dopo le elezioni parlamentari ci sara' la fine del processo di Bonn e l'Afghanistan avra' bisogno di una nuova Road map", ha ricordato Cetin affermando che "avremo bisogno di un'altra conferenza internazionale e questa sara' una fase importante per l'Afghanistan". Cetin ha sottolineato che al momento, nel Paese, "la piu' grave minaccia e' la poverta'" e quello della droga resta "il problema principale".
Secondo stime Onu citate dal ministro Qaderi, il giro economico creato in Afghanistan dagli stupefacenti e' di 2,8 miliardi di dollari, pari al 60% del Pil afghano, di cui circa 600 milioni vanno ai coltivatori.
"Bisogna indicare alternative ai contadini", ha detto Cetin parlando della riconversione dei campi di oppio da cui si ricava l'eroina che inonda i mercati europei per 40 miliardi di dollari. L'ex ministro turco ha citato in particolare sussidi (per 300-400 milioni di dollari), strade, irrigazioni, fertilizzanti, mercati garantiti per le nuove produzioni sostitutive delle piantagioni di papaveri che coprono il 10-20% del territorio del Paese.
Sussidi sono considerati importanti anche da Qaderi che ha definito "benvenute al 100%" tutte le proposte di coltivazioni alternative, comprese quelle di rose per le quali pero' dovrebbero anche essere trovati i mercati.
Il governo di Kabul, ha assicurato, "e' determinato a farla finita con la droga", messa al bando anche a livello religioso, ma senza azioni radicali e destabilizzanti: "non dobbiamo aver fretta di sradicare tutto in un anno perche' perderemmo 2,8 miliardi di dollari".
"C'e' bisogno di un'assistenza da parte degli Stati Uniti e dell'Unione europea per rimpiazzare, a medio e lungo termine, la coltura del papavero con altre alternative'": ha detto poi il ministro afghano.
Secondo l'Ufficio delle Nazioni unite per la lotta alla droga e al crimine organizzato (Unodoc), e' stato ricordato che la coltivazione del papavero in Afghanistan ha subito un aumento del 64% nel 2004 occupando ora 131 mila ettari di terreno coltivabile e rischiando di far scivolare il Paese nella condizione di Stato della droga che alimenta l'87% del consumo mondiale di eroina.
"Bisogna affrontare la questione progressivamente e prevedere meccanismi come sussidi (ai contadini) per rimpiazzare il papavero", ha detto ancora Qaderi sottolineando che vi sono "molte cose da fare simultaneamente" per convincere i 2,3 milioni di contadini dipendenti dall'economia della droga a riconvertirsi ad altre attivita'.
Circa i tempi dell'espansione della missione Nato da 8.000 uomini in Afghanistan (Isaf), Cetin ha precisato che per la copertura dell'Ovest saranno necessari circa sei mesi (ossia fino ad agosto se si iniziera' a marzo) mentre per controllare il Sud si dovra' aspettare "la prima parte del 2006". Da parte afghana, ha precisato il rappresentante Nato, sono ora disponibili "quasi 16 mila militari ben addestrati e ora dislocati in tutto il Paese" e 33 mila poliziotti dei 62 mila che si punta ad avere per combattere il narcotraffico e controllare i confini del Paese.
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