Domenica 7 giugno 2026
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Afghanistan. Critiche americane alla gestione britannica

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Robert Charles, responsabile della lotta alle droghe per il Dipartimento di Stato, ha criticato fortemente il modo in cui ha agito il Governo britannico in Afghanistan, per quanto riguarda la lotta alla produzione di oppio.
Secondo Charles, i britannici (che hanno la responsabilita' delle politiche antidroga in Afghanistan) sarebbero stati "terribilmente lenti", lasciando che la produzione di oppio raggiungesse "livelli record".
"Noi -dice- crediamo che se ci sono coltivazioni da eradicare, questo debba essere fatto senza prima chiedere ai contadini se hanno una fonte di reddito alternativa". Un sistema di questo tipo, in ogni modo, viene utilizzato in Colombia, con esiti non meno deludenti.
Charles ha poi anche accusato Londra di "cercare di non disturbare i vari signori della guerra".

Preoccupazioni per la possibile ulteriore crescita delle coltivazioni (secondo dati Usa dovrebbero raddoppiare nel 2004) sono state espresse anche dal deputato repubblicano Mark Souder, secondo il quale "i cittadini americani non vogliono vedere soldi buttati in Afghanistan, per poi constatare che questo Paese diventa un narco-stato". Anche se solo il 7/10% dell'eroina presente negli Usa e' di provenienza afghana (in Europa la percentuale e' del 90%), Souder chiede un maggiore intervento americano, anche perche' "le droghe uccidono 20 mila persone l'anno", e l'impegno Usa e' minore rispetto a quello preso per "i circa 3000 che morirono negli attacchi dell'11 settembre 2001".
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