Giovedì 4 giugno 2026
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Afghanistan. Il Governo contro il Senlis Council

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Il ministro degli Interni avrebbe ordinato la chiusura di tutti gli uffici locali del 'Senlis Council', un think tank internazionale -con sede a Londra, Parigi e Bruxelles, oltre che a Kabul- che si occupa di politica estera, sicurezza, sviluppo e lotta al narcotraffico.
Proprio in quest'ultimo campo sarebbero sorti i problemi che avrebbero portato il Governo ad adottare misure drastiche, che tuttavia il gruppo nega di aver subito. Secondo un portavoce del Senlis Council, citato dalla 'Bbc', nessuna notifica sulla loro prossima chiusura e' finora pervenuta. Gli esperti internazionali sono accusati di confondere i coltivatori di oppio con le loro teorie circa un possibile impiego alternativo della droga quale medicina legale. Una proposta che, secondo il ministro degli Interni, avrebbe addirittura portato a un incremento nella coltivazione dell'oppio. Sembra tuttavia che i dissapori fra il think tank e le autorita' afghane siano iniziati con un rapporto dell'organizzazione nel quale si criticava l'operato del governo e si sottolineava il suo fallimento nella lotta alla droga. La situazione e' infatti molto grave: il mese scorso, Antonio Costa, direttore esecutivo dell'UNODC, l'agenzia dell'Onu per la lotta al traffico di stupefacenti, ha lanciato l'allarme chiedendo l'intervento della NATO per combattere il dilagante narcotraffico. Secondo le sue stime, la produzione di papavero da oppio nel 2006 arrivera' a 6.100 tonnellate. Sottolineando i legami fra trafficanti di droga e terroristi, Costa ha esortato le truppe dell'Alleanza Atlantica a farsi carico anche di questo problema. Un nuovo 'fronte' giudicato pero' troppo oneroso dai vertici NATO che devono gia' affrontare la grave situazione delle province meridionali.
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