Domenica 7 giugno 2026
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Afghanistan. Guerra della Nato al narcotraffico? L'Italia dubbiosa

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L'Italia non blocca la proposta del comandante supremo della Nato John Craddock di ampliare il mandato delle truppe Isaf per combattere il narcotraffico in Afghanistan.Tuttavia, chiede un momento di riflessione in piu', perche' la questione e' complessa e' richiede un approfondito chiarimento. A due giorni dalle dichiarazioni rese ad AKI-Adnkronos International dal generale statunitense sulla questione, con una critica agli Stati membri della Nato che "puntano i piedi" (senza fare nomi), e' questo il quadro che AKI traccia della questione. 
La Nato e' molto preoccupata perche' i flussi finanziari provenienti dal traffico di droga (che complessivamente 'fattura' 4 miliardi di dollari l'anno) finanziano anche la guerriglia, che in effetti sta diventando sempre piu' pericolosa per i 52.000 militari schierate nel quadro della missione Isaf guidata dalla Nato, cui pero' partecipano anche 14 paesi esterni all'Alleanza. Al momento, pero', la Nato sul fronte del narcotraffico puo' soltanto dare delle 'dritte' alle autorita' afgane, che cercano di intervenire. Il problema tuttavia e' che le forze antidroga di Kabul, pur essendo ben addestrate, sono a ranghi troppo ridotti per esser davvero efficaci. Cosi' il generale Craddock ha esplicitamente chiesto di poter cambiare il piano operativo Isaf per consentire interventi diretti antidroga.  Una proposta che ha fatto storcere il naso, a quanto apprende AKI, a buona parte dei 'vecchi' membri della Nato: tra i dubbiosi, oltre all'Italia, figurano la Francia, la Germania, il Belgio, l'Olanda, la Spagna. Piu' favorevoli la Gran Bretagna e i 'nuovi' paesi (gli ex 'satelliti' di Mosca).   
Stando alle informazioni in possesso di AKI-Adnkronos International, in realta' l'Italia non sta propriamente 'bloccando', ma ha bisogno di tempo per riflettere. Le questioni da chiarire, viene sottolineato, non sono poche e sono anche di aspetto giuridico. Ad esempio: i narcotrafficanti, a differenza dei talebani, sono considerati dei civili. Puo' la Nato attaccarli? Inoltre che cosa significa 'distruggere' i laboratori in cui si confeziona l'eroina?
L'Italia non e' favorevole a bombardamenti aerei, rischiosissimi sul fronte dei civili. Non basta: l'Italia non vede di buon occhio un intervento delle forze Isaf in autonomia, ma chiede che comunque l'intervento avvenga insieme alle truppe afgane. Vi sarebbe ugualmente una notevole differenza rispetto alla situazione attuale, in quanto sarebbe comunque un intervento diretto mentre al momento le forze Isaf possono solo dare informazioni e 'dritte' agli afgani.
In generale, dicono a Bruxelles fonti non italiane della Nato ad AKI, in molti degli stati 'dubbiosi' ci potrebbe essere di sfondo anche un'altra preoccupazione: e cioe' che una modifica del piano operativo allargato alla lotta al narcotraffico implichi un incremento delle forze e dei mezzi sul campo. E molti alleati sono ritengono di non poter aumentare ulteriormente i propri sforzi in Afghanistan, anche se e' proprio questo quello che chiedono anzitutto Washington e Londra.
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