Lunedì 8 giugno 2026
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Afghanistan. Karzai: non ci potete chiedere di affamare il popolo

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Gli europei "devono fare il possibile per far capire al Pakistan che deve smetterla" con la mancanza di controlli lungo la frontiera e, se vogliono impedire di essere invasi dalla droga proveniente dall'Afghanistan, devono anche farsi in qualche modo carico del problema. Perche' "non si puo' chiedere al Governo afghano di affamare il proprio popolo". Sono stati questi i decisi consigli che il presidente dell'Afghanistan, Hamid Karzai, ha dato oggi alla delegazione della Troika europea, sui due temi piu' caldi dell'incontro: sicurezza e controllo del territorio da una parte, lotta alla droga dall'altra. Piu' tranquillizzanti -ha riferito il sottosegretario agli esteri Margherita Boniver, che guida la delegazione a nome della presidenza di turno italiana della Ue- le assicurazione avute su un altro argomento che sta molto a cuore alla comunita' internazionale: la Troika ha incassato l'impegno di Karzai affinche' nella nuova costituzione siano recepiti pienamente gli standard internazionali in materia di diritti umani.
A circa otto mesi dalla data -giugno 2004- scaturita dagli accordi di Bonn per le prime elezioni parlamentari nella storia del Paese, sul problema della sicurezza l'attenzione e' molto alta ed i recenti incidenti nella zona adiacente i confini con il Pakistan suscitano non poche preoccupazioni. Karzai -ha riferito il sottosegretario- ha denunciato con molta forza le continue infiltrazioni attraverso la 'terra di nessuno' che separa i due Paesi, da parte di elementi di Al Qaida, di Talebani e di seguaci del leader antigovernativo Ekhmatyar. Non ha usato mezzi termini nei confronti del Pakistan ed ha chiesto all'Europa di esercitare sul Pakistan ogni possibile pressione per porre fine a questa situazione.
Al centro delle preoccupazioni europee e' anche la produzione di oppio e il traffico della droga che continua ad invadere l'occidente. La produzione dello stupefacente e' aumentata invece di diminuire e oggi garantisce ai trafficanti proventi pari -sottolinea Boniver- al doppio del Pil del Paese. Tra l'80 ed il 90 per cento di questa droga ha come destinazione il mercato europeo.
Alle pressioni della Troika Karzai ha replicato che ettari di coltivazioni sono state distrutte, ma che la produzione agricola che avrebbe dovuto compensare i produttori del mancato guadagno, nonostante i buoni raccolti, non e' stata recepita dal mercato internazionale, anche a causa, ha fatto capire, delle barriere doganali. Per smantellare le colture e cambiarle occorro fondi adeguati -ha ricordato- e la comunita' internazionale, con appena 4 milioni di dollari ,"non ha finora fatto abbastanza".
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